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Attualità 1 min di lettura18 ore fa

Pensionati al lavoro, la Consulta cambia i paletti: cosa succede ora

La Corte costituzionale interviene sulle regole per chi continua a lavorare dopo la pensione e boccia il tetto dei 70 anni nella scuola.

La Corte costituzionale ha modificato il quadro delle regole che riguardano i pensionati ancora impegnati nel lavoro. La pronuncia affronta sia i limiti previsti sia il tema dei contributi, con una decisione specifica anche per il personale della scuola.


Nuovi confini per chi continua a lavorare

La sentenza della Consulta impone di riconsiderare le disposizioni applicate ai pensionati lavoratori. Il pronunciamento riguarda infatti i vincoli collegati alla prosecuzione dell’attività e agli effetti contributivi, indicando che il sistema non può essere letto soltanto sulla base di limiti rigidi.

La decisione apre quindi una nuova fase interpretativa sulle condizioni richieste a chi, dopo il pensionamento, resta o torna in servizio. I dettagli sulle conseguenze dipendono dall’ambito di applicazione della pronuncia e dalle regole interessate.

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Nella scuola cade il limite dei 70 anni

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il settore scolastico. La Corte costituzionale ha considerato illegittima la soglia inderogabile dei 70 anni prevista per il collocamento a riposo.

Il limite anagrafico, dunque, non può essere applicato in modo automatico e assoluto. La sentenza riscrive questo punto delle regole sul pensionamento nella scuola, insieme agli altri profili affrontati sul lavoro dei pensionati e sui contributi.

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