Patriot agli sgoccioli, Trump apre il fronte degli asset russi
Washington valuta concessioni a Mosca mentre Berlino rivendica il controllo sui fondi congelati e Kiev segnala la crescente scarsità dei sistemi di difesa aerea
La pressione si sposta su due dossier destinati a dividere gli alleati: da una parte le riserve russe immobilizzate, dall’altra le sanzioni contro le flotte fantasma. L’amministrazione Trump sembra orientata a creare un canale di apertura verso Vladimir Putin, proprio mentre l’Ucraina deve fare i conti con la disponibilità sempre più ridotta dei Patriot.
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Trump cerca spazio con Mosca
Washington starebbe valutando un alleggerimento delle misure punitive che colpiscono le flotte fantasma, utilizzate dalla Russia per aggirare le restrizioni internazionali. L’ipotesi si inserisce in una strategia più ampia della Casa Bianca, intenzionata a riaprire il dialogo con Putin.
Tra le opzioni sul tavolo compare anche la possibilità di rimettere in circolazione beni russi oggi bloccati. La prospettiva, però, rischia di alimentare nuove tensioni con gli Stati europei, chiamati a confrontarsi con una decisione dalle conseguenze politiche rilevanti.
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Berlino non cede sui fondi
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha respinto l’idea che Washington possa decidere autonomamente sul destino degli asset congelati. «Sui fondi decidiamo noi», ha affermato, rivendicando agli europei l’autorità sulle risorse sottoposte a blocco.
Il contrasto emerge mentre Kiev registra un progressivo esaurimento dei Patriot, sistemi essenziali per la difesa contro gli attacchi russi. La riduzione delle scorte aggiunge un ulteriore elemento di pressione alla discussione tra Europa e Stati Uniti, già complicata dalle divergenze sulla gestione dei beni russi.
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