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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Parolin: la pace passa dalla fine del dominio

Il cardinale indica il superamento delle disuguaglianze come primo passo per affrontare i conflitti in corso, da Gaza all’Ucraina fino all’Iran

Il cardinale Pietro Parolin richiama la necessità di cambiare prospettiva per affrontare l’instabilità internazionale. Durante la sua missione a New York, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il segretario di Stato della Santa Sede ha indicato nel superamento della logica del dominio una condizione indispensabile per fermare le guerre.


Il dominio alimenta i conflitti

Secondo Parolin, l’umanità sta attraversando una fase segnata da tensioni profonde e da una conflittualità sempre più estesa. Il clima attuale, ha osservato, rischia di riportare alla memoria gli orrori vissuti nel secolo scorso.

La sua indicazione è netta: «Uscire da una logica del dominio». Per il cardinale, questo dovrebbe rappresentare il primo cambiamento necessario per interrompere la spirale delle guerre e affrontare anche le disuguaglianze che continuano a dividere la comunità internazionale.

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Dalle crisi una richiesta di pace

Nel quadro richiamato dal segretario di Stato della Santa Sede rientrano le sofferenze delle popolazioni coinvolte nei conflitti di Gaza, dell’Ucraina e dell’Iran. Al centro della sua riflessione c’è dunque la condizione concreta della gente, esposta alle conseguenze delle decisioni militari e delle tensioni geopolitiche.

Parolin ha inoltre riconosciuto all’Ucraina il diritto di difendersi. Allo stesso tempo, ha sostenuto la necessità di tornare, nella ricerca della pace, ai valori umani fondamentali: un riferimento che, nella sua lettura, dovrebbe guidare le scelte dei governi oltre la contrapposizione fondata sul potere.

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