Parigi, la rabbia cambia volto: giovani e gilet gialli insieme
Le proteste contro il carovita riuniscono studenti, lavoratori e vecchi protagonisti delle mobilitazioni in vista delle presidenziali francesi.
A otto anni dall’esplosione del movimento, i volti storici dei gilet gialli sono tornati a sostenere le proteste. Jérôme Rodrigues, Maxime Nicolle, Eric Drouet e Priscillia Ludosky hanno espresso appoggio alla nuova mobilitazione, riaprendo una ferita sociale mai del tutto rimarginata.
La protesta si è sviluppata in diverse città francesi, con manifestazioni non autorizzate e nuovi momenti di tensione tra alcuni partecipanti incappucciati e le forze dell’ordine. Il quadro ricorda quello del 2018-2019, quando l’opposizione all’aumento delle imposte sui carburanti trasformò i gilet gialli in un fenomeno nazionale.
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Il carovita unisce rabbie diverse
A spingere in piazza migliaia di persone sono soprattutto il rincaro dei carburanti, la spesa quotidiana sempre più onerosa e la perdita di potere d’acquisto. A Guéret, nel centro della Francia, Franck, funzionario sulla quarantina, ha raccontato così la propria situazione: «A fine mese non mi resta più nulla, i prezzi aumentano, ma gli stipendi no. Non ne possiamo più, siamo soffocati».
La protesta prende di mira anche la distanza tra i sacrifici richiesti alle famiglie e i risultati delle grandi società. Nell’appello diffuso dal sito 17octobregiletjaune.net viene ricordato che TotalEnergies ha incassato 11 miliardi di dollari in sei mesi, mentre la Francia viene indicata come il secondo Paese al mondo per volume di dividendi distribuiti. Il testo contesta inoltre un sistema democratico nel quale i cittadini sarebbero chiamati a esprimersi soltanto ogni cinque anni.
Florine Pigny, tatuatrice di 36 anni presente a una delle manifestazioni parigine, ha descritto la giornata come l’incontro tra molte forme di malcontento. La donna, che si definisce preoccupata per il futuro della figlia, accusa i governi di avere ridotto progressivamente i servizi pubblici mentre la ricchezza degli ultra-ricchi continuava a crescere.
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Dai licei alla piazza nazionale
Al fianco degli ex gilet gialli si sono schierati liceali e universitari, impegnati da circa un mese a chiedere condizioni migliori per studiare. La mobilitazione ha coinvolto anche pompieri, operai, insegnanti, personale sanitario, attivisti climatici, pensionati, agricoltori e abitanti delle periferie più fragili.
Tra i messaggi circolati online c’è l’invito a mobilitarsi per chi non può ancora votare e l’idea che colpire i giovani significhi coinvolgere l’intera società. Il collegamento tra le diverse componenti è diventato evidente nel primo sabato delle vacanze scolastiche, quando cortei e iniziative hanno attraversato più aree del Paese.
La convergenza arriva a sei mesi dalle elezioni presidenziali, mentre Marine Le Pen e il Rassemblement National avanzano nei sondaggi. Il ritorno di una protesta capace di intrecciare disagio economico, precarietà giovanile e critica alle istituzioni riporta così al centro il ruolo delle nuove generazioni e il bilancio del primo mandato di Emmanuel Macron all’Eliseo.
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