Papa Leone XIV, il nodulo al polmone: cosa si sa dell’intervento
Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per la rimozione di una lesione individuata in fase iniziale; udienze sospese fino al 20 ottobre.
La diagnosi in una fase iniziale può rendere decisivo l’intervento chirurgico e, in alcuni casi, consentire di puntare alla guarigione. È il quadro tracciato da Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, intervenuto per chiarire il significato del nodulo polmonare individuato a Papa Leone XIV.
Secondo l’oncologo, la scelta terapeutica dipende da dimensioni, caratteristiche rilevate dagli esami, possibile evoluzione nel tempo e condizioni complessive del paziente. Non tutte le lesioni richiedono un’operazione: alcune vengono soltanto controllate periodicamente, mentre altre impongono ulteriori verifiche o una biopsia.
Il nodulo non equivale a una diagnosi
Un’alterazione al polmone non indica automaticamente la presenza di una malattia maligna. Può essere scoperta casualmente durante accertamenti eseguiti per altri motivi, anche dopo un’infiammazione o una bronchite; una tomografia computerizzata del torace può mostrare infatti un’immagine che prima non era conosciuta.
Di Maio ha osservato che la decisione di programmare già l’operazione potrebbe indicare l’esistenza di elementi emersi dagli esami, ma ha invitato a non trarre conclusioni in assenza di dati clinici più completi. La definizione di lesione “circoscritta” suggerisce un’area localizzata, mentre la natura del nodulo potrà essere stabilita soltanto attraverso la valutazione medica e l’intervento previsto.
Parolin: fiducia e preghiere
A parlare delle condizioni del Pontefice è stato anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a margine di un incontro dedicato a Papa Luciani alla Gregoriana. Parolin ha riferito di aver visto il Papa sereno e ha ricordato quanto sia importante aver individuato il problema rapidamente.
“L’ho visto ieri, è sereno”, ha detto il cardinale, ammettendo allo stesso tempo di essere rimasto preoccupato per una notizia inattesa. Parolin ha aggiunto che Leone XIV è sostenuto e seguito da molti fedeli, mentre l’auspicio è che la rimozione del nodulo consenta di superare presto questa difficoltà.
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Il Pontefice aveva comunicato personalmente la situazione al termine dell’Angelus di domenica. Aveva spiegato che i medici avevano trovato, durante alcuni controlli, un nodulo ben localizzato e comparso in una fase molto precoce, motivo per cui aveva accettato di sottoporsi all’operazione seguendo le indicazioni degli specialisti.
Ricovero al Gemelli e udienze sospese
Papa Leone XIV è arrivato nella tarda mattinata di martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma. La Sala stampa della Santa Sede ha definito la lesione “circoscritta”; non è stato precisato se l’intervento per rimuoverla sarebbe stato eseguito già nella stessa giornata.
La degenza successiva all’operazione dovrebbe durare circa una settimana. Per questo la Prefettura della Casa Pontificia ha annullato tutte le udienze in calendario fino a martedì 20 ottobre, apportando le necessarie modifiche agli impegni pubblici del Pontefice.
L’équipe chirurgica dovrebbe essere coordinata da Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma. Il medico, ordinario di Chirurgia toracica e responsabile della scuola di specializzazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, è specializzato anche nelle tecniche mininvasive, tra cui la toracoscopia uniportale e la chirurgia robotica.
Durante la permanenza in ospedale, Leone XIV conserverà integralmente le proprie prerogative alla guida della Chiesa cattolica. Il diritto canonico non stabilisce infatti la designazione di un sostituto per un’assenza temporanea dovuta a un intervento; nel frattempo, gli organismi della Curia romana continueranno a gestire le attività ordinarie.
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