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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Padellaro, le quote del Fatto resteranno a figli e nipoti

Il fondatore respinge l’offerta di Leonardo Maria Del Vecchio e difende l’autonomia del quotidiano da possibili nuovi assetti proprietari

Antonio Padellaro ha escluso la vendita delle proprie quote del Fatto Quotidiano a Leonardo Maria Del Vecchio. Il fondatore e primo direttore del giornale ha spiegato che la partecipazione passerà ai suoi familiari.

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La scelta sulla proprietà

Padellaro ha detto di avere già informato i due figli e i quattro nipoti: a loro spetterà proseguire la gestione del patrimonio professionale e morale legato al quotidiano. «Non le venderò», ha affermato parlando delle sue quote, aggiungendo che il valore della comunità formata da giornalisti e lettori supera qualsiasi proposta economica.

La posizione arriva dopo l’offerta pubblica di acquisto promossa da Leonardo Maria Del Vecchio su Seif, società editrice del Fatto. Il consiglio di amministrazione ha deciso di non incontrare l’imprenditore e ha respinto anche la richiesta di accesso ai documenti societari avanzata da Lmdv Media.


Il precedente con Lucarelli

Nel suo intervento Padellaro ha richiamato anche un articolo satirico firmato da Selvaggia Lucarelli sulle acquisizioni di Del Vecchio. Il pezzo ricordava, con tono ironico, che il Fatto non è il Twiga; secondo Padellaro, quell’articolo aveva già provocato una forte irritazione nell’imprenditore.

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«Del Vecchio si è già arrabbiato tanto per il pezzo di Lucarelli», ha osservato Padellaro, spiegando di non voler aggiungere ulteriori commenti rispetto a quanto scritto dalla giornalista.


Il tema della libertà di stampa

Padellaro ha collegato la vicenda a una questione più ampia: il rischio che politica e proprietà editoriali condizionino l’informazione. Ha ricordato gli anni Settanta e Ottanta e i libri di Giorgio Bocca e Giampaolo Pansa dedicati ai rapporti tra editori, politica e redazioni.

Secondo il fondatore del quotidiano, la storia del giornalismo italiano offre però anche esempi di autonomia e professionisti non disponibili a subire pressioni. Nel frattempo, il Fatto ha promosso in prima pagina una campagna rivolta ai lettori, invitandoli ad acquistare il giornale in edicola e a condividere una fotografia con il quotidiano sulle reti sociali.

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