Strage ferroviaria a Toledo, i messaggi prima dello schianto
Le comunicazioni Adif mostrano errori nelle procedure: un Ave viaggiava oltre 200 chilometri orari dietro a un treno fermo
Sono almeno 68 le vittime dello scontro ferroviario avvenuto nell’area di Toledo, in Spagna. Tre cittadine italiane risultano ancora disperse. Le prime registrazioni delle comunicazioni indicano che il convoglio Ave procedeva a oltre 200 chilometri orari mentre davanti a lui era fermo un treno Iryo per un guasto tecnico.
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Le istruzioni al treno veloce
Pochi minuti prima dell’incidente, tre computer avevano mandato in tilt il sistema Lzb su un tratto lungo 63 chilometri. Il dispositivo serve a mantenere la distanza tra i convogli, che in condizioni normali è di circa 30 chilometri. Sette treni si erano arrestati automaticamente e il coordinamento era passato al centro Adif di Madrid Atocha.
Alle 8.36 il centro ha contattato il macchinista dell’Ave, che si trovava nei pressi di Mora, circa 25 chilometri più a nord rispetto all’Iryo. L’ordine ricevuto è stato di scollegare e riavviare il sistema Lzb, quindi di proseguire utilizzando il Bsl, il dispositivo di riserva basato sui segnali luminosi. Alla richiesta di conferma del conducente, il centro ha ribadito di procedere a velocità normale.
Secondo le regole operative, però, l’assenza del sistema Lzb impone una marcia a vista e un limite vicino ai 40 chilometri orari. L’indicazione di mantenere l’andatura ordinaria, che poteva superare i 200 chilometri orari, non sarebbe quindi stata compatibile con le procedure previste in caso di funzionamento del solo Bsl.
Il treno fermo sui binari
Alle 8.41 anche la macchinista dell’Iryo ha avvertito Adif di non riuscire a utilizzare il sistema di riserva. Il convoglio si trovava all’ingresso di Urda e non aveva ricevuto la trasmissione necessaria per avanzare. La comunicazione, riferita nelle registrazioni, segnalava: «Ho avuto un’interruzione della trasmissione mentre circolavo in Bsl. Il treno successivo deve partire sulla linea 113 a oltre 200. Non ho ricevuto la trasmissione. Sono ferma».
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Dopo alcuni scambi poco chiari, da Madrid è arrivata un’indicazione analoga a quella trasmessa all’Ave: riavviare i sistemi e riprendere la marcia secondo il Bsl a velocità normale. Nel frattempo il primo convoglio aveva già ripreso il percorso, riducendo rapidamente la distanza dal treno fermo più avanti.
Alle 8.48 la macchinista dell’Iryo ha comunicato di essere ancora bloccata davanti al segnale d’ingresso, perché il sistema Lzb non consentiva il riavvio. Dal centro di controllo le è stato risposto di procedere appena possibile e di richiamare in caso di difficoltà. Il personale di Madrid, secondo gli audio, discuteva intanto dei problemi all’apparecchiatura senza rendersi conto dell’urgenza legata alla presenza dell’Ave alle sue spalle.
L’impatto ha distrutto l’ultima carrozza dell’Iryo e deformato i binari. Si è trattato del secondo incidente su quella linea negli ultimi 12 mesi e del primo incidente ferroviario mortale in Spagna dopo 35 anni.
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