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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Treni in Spagna, tre italiane risultano ancora disperse

Nove connazionali erano sui convogli coinvolti; cinque sono stati recuperati, uno è ricoverato a Toledo.

Tre cittadine italiane risultano ancora disperse dopo la collisione tra due treni ad alta velocità avvenuta vicino a Urda, nella provincia di Toledo. La Farnesina ha aggiornato ieri sera il bilancio dei connazionali coinvolti: cinque sono stati soccorsi in condizioni stabili, mentre un sesto passeggero è ricoverato in un ospedale di Toledo.

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Il bilancio dell’incidente

A bordo dei due convogli viaggiavano nove italiani. Tra le donne non ancora rintracciate ce n’è una originaria della provincia di Pistoia. Le ricerche proseguono tra i resti delle carrozze, mentre il numero delle vittime della tragedia è salito ad almeno 68; i feriti sono oltre 60.

Il convoglio Renfe partito da Madrid Atocha alle 8:53 trasportava 397 persone ed era diretto a Siviglia. L’altro treno, l’Iryo 6097, aveva 147 passeggeri ed era fermo sullo stesso binario quando è stato raggiunto dal convoglio Renfe.


Il guasto al sistema Lzb

Secondo il ministro dei Trasporti Oscar Puente, il sistema di controllo Lzb ha smesso di funzionare alle 8:30 a causa di un problema informatico lungo una tratta di 63 chilometri. Il guasto aveva imposto lo stop ai treni presenti nella zona; sei minuti più tardi, il Centro di Controllo dell’Adif avrebbe autorizzato la ripresa della circolazione.

La comunicazione al macchinista sarebbe stata: «Riprenda la marcia normale». Puente ha definito inspiegabile la decisione di far ripartire il treno senza il ripristino del sistema e senza imporre una velocità ridotta, che avrebbe dovuto consentire un arresto in caso di ostacoli sul binario.


La dinamica dello schianto

Tra le 8:36 e le 8:53 il Renfe ha percorso circa 25 chilometri, raggiungendo una velocità potenziale di 100 chilometri orari. In un intervallo compreso tra 15 e 17 minuti nessuno avrebbe fermato il convoglio, che alla fine ha tamponato l’Iryo fermo nei pressi di Urda.

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L’urto ha fatto uscire dai binari gli ultimi vagoni dell’Iryo e le prime carrozze del Renfe, precipitate lungo un terrapieno. Tre registrazioni audio diffuse dai mezzi di informazione spagnoli documentano le comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo nei minuti che hanno preceduto l’impatto. La Guardia Civil ha ascoltato l’operatore in servizio.


Le indagini e le reazioni

Il governo guidato da Pedro Sánchez considera al momento plausibile l’ipotesi di un errore umano riconducibile al centro dell’Adif. Il premier, arrivato sul luogo dell’incidente, ha promesso accertamenti completi: «Se ci sono state negligenze, si saprà e, se ci sono stati malfunzionamenti nel sistema di sicurezza, si interverrà con la massima fermezza».

La tragedia è avvenuta nove mesi dopo il disastro di Adamuz, lungo la stessa linea Madrid-Siviglia. Nell’incidente del 18 gennaio morirono 46 persone; secondo la commissione spagnola d’inchiesta sugli incidenti ferroviari, la causa fu la rottura di un binario.

Le forze politiche hanno sospeso gli appuntamenti della campagna elettorale, con l’eccezione di Vox, che ha attaccato Sánchez collegando la vicenda ai casi di corruzione che hanno coinvolto esponenti del suo partito. Il Partito popolare ha chiesto un’inchiesta governativa e una verifica dell’intera rete ferroviaria.

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