Ospedali Inail, 5 anni dopo è ancora tutto fermo: il caso Piemonte
Tra annunci istituzionali e progetti bloccati, il programma per i nuovi ospedali finanziati dall’Inail resta lontano dai cantieri mentre l’ente accumula miliardi presso lo Stato.
Il programma degli ospedali finanziati dall’Inail continua a produrre annunci, conferenze stampa e promesse politiche, ma non ancora strutture operative. A distanza di anni dall’inserimento dei progetti nei piani dell’Istituto, non risultano ospedali completati, cantieri aperti o appalti assegnati. Il Piemonte, in questo quadro, rappresenta uno dei casi più evidenti di distanza tra comunicazione pubblica e stato effettivo delle opere.
La questione assume un peso ancora maggiore perché l’Inail dispone di risorse ingenti, alimentate anche dai contributi versati dalle aziende per assicurare i lavoratori. Mentre il patrimonio dell’ente cresce, i progetti edilizi restano fermi a istruttorie, studi preliminari e aggiornamenti dei costi.
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Annunci numerosi, cantieri ancora assenti
Negli ultimi anni sono state presentate come imminenti diverse opere: dal nuovo Regina Margherita di Torino all’ospedale di Padova Est, fino al nuovo Umberto I di Pietralata a Roma. In altri casi si è parlato di intese tra Regioni e Inail per la costruzione di sette strutture sanitarie. Le dichiarazioni pubbliche hanno spesso lasciato intendere l’avvio imminente della fase realizzativa.
La situazione descritta nei documenti disponibili è però molto diversa. Non risulta che alcun ospedale del programma sia stato ultimato; inoltre, secondo l’analisi citata nel testo, non sarebbero iniziati i lavori né sarebbero stati aggiudicati appalti. L’iter sarebbe ancora fermo a valutazioni tecniche, studi di fattibilità, analisi dell’impatto e definizione dei quadri economici.
Anche la Conferenza Stato-Regioni ha presentato il modello come uno strumento capace di liberare risorse regionali da destinare all’assistenza e alla riduzione delle liste d’attesa. Tuttavia, sul sito dell’Inail non sarebbe disponibile un quadro organico degli interventi, con l’indicazione dei progetti, delle gare e dell’avanzamento dei lavori.
Il Piemonte resta impantanato
Tra le Regioni coinvolte, il Piemonte è indicato come il territorio con il maggior numero di ospedali inseriti sulla carta nei programmi dell’Inail. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Luigi Riboldi hanno annunciato più volte l’avvicinarsi dell’avvio delle opere, ma il passaggio ai cantieri non si sarebbe ancora verificato.
Nella primavera scorsa il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio ha promosso un’analisi sugli investimenti dell’Inail, sull’edilizia sanitaria e sulla capacità concreta dell’Istituto di spendere le somme disponibili. Il lavoro ha poi fornito elementi per un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute Orazio Schillaci, chiamato a chiarire lo stato reale del programma. Al momento, stando al testo, non è stata resa nota una risposta.
Un caso emblematico riguarda il nuovo ospedale di Savigliano. L’Asl Cuneo 1 avrebbe trasmesso all’Inail la documentazione necessaria quasi un anno fa, ma sarebbe ancora in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica. Nel frattempo l’aumento dei costi di costruzione impone l’aggiornamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica, che dovrà poi essere nuovamente esaminato dall’Istituto.
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L’inserimento degli ospedali piemontesi nel piano triennale di edilizia sociale dell’Inail risale al 4 febbraio 2021. In quella data fu adottato un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su richiesta di Cirio, con la firma dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Roberto Speranza e Nunzia Catalfo. Da allora, secondo la ricostruzione proposta, il programma non avrebbe prodotto l’apertura di alcun cantiere.
I miliardi dell’Inail e il nodo delle risorse
Il bilancio dell’ente apre un capitolo ancora più ampio. Nel 2025 gli infortuni mortali sul lavoro indicati dall’Inail sono stati 1.093. Nello stesso tempo, l’Istituto avrebbe incassato ogni anno più di 10,3 miliardi di euro in contributi assicurativi versati dalle aziende, ai quali si aggiungono rendite patrimoniali e trasferimenti pubblici, per entrate complessive pari a 13,6 miliardi.
A fronte di queste somme, le uscite ammontano a 11,9 miliardi. La differenza alimenta un avanzo finanziario che, anno dopo anno, si accumula presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Il valore complessivo delle somme depositate viene indicato in circa 50 miliardi di euro.
Secondo l’analisi richiamata nel testo, queste risorse restano su un conto corrente infruttifero: l’Inail non riceverebbe quindi interessi sui capitali lasciati a disposizione dello Stato. Il confronto proposto è con i titoli di Stato, che riconoscono ai sottoscrittori rendimenti superiori al 4 per cento.
Il tema non riguarda soltanto la costruzione dei nuovi ospedali. Le risorse dell’ente dovrebbero sostenere anche le prestazioni rivolte agli assicurati e le attività di prevenzione degli infortuni. Da qui nasce la richiesta di maggiore chiarezza sul rapporto tra i fondi disponibili, gli investimenti annunciati e la lentezza con cui procedono le opere.
Per il Piemonte, intanto, il bilancio resta questo: numerosi progetti formalmente finanziati, incarichi per studi e progettazioni già affidati e spese per consulenze, ma nessun ospedale Inail entrato nella fase dei lavori. La distanza tra gli annunci e i risultati concreti continua così ad ampliarsi.
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