Orléans, la protesta vietata sfida il congresso di Le Pen
Un centinaio di attivisti si è radunato fuori dalla zona interdetta, a pochi chilometri dall’arena dove Marine Le Pen parlerà alla chiusura del congresso
Il divieto deciso dalla prefettura non ha impedito a circa cento militanti che si definiscono antifascisti di ritrovarsi a Orléans, nel giorno atteso per l’intervento di Marine Le Pen. La manifestazione si è svolta lontano dal luogo del congresso del Rassemblement National, sorvegliata dalle forze dell’ordine.
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Il divieto non ferma la protesta
Il gruppo si è concentrato davanti al locale Cpr, fuori dal perimetro nel quale erano vietati cortei e assembramenti. L’area interdetta comprendeva una vasta parte di Orléans e anche diversi comuni vicini.
La distanza dall’arena Co’Met, sede dell’appuntamento politico, è di circa 4 chilometri. La struttura può accogliere 10.000 persone ed è il luogo scelto per il discorso pomeridiano di Marine Le Pen.
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Cori contro il Rassemblement National
Durante il raduno, i manifestanti hanno rivolto slogan duri contro il partito e la sua linea politica. Tra le frasi scandite dal gruppo: «R come razzisti, N come nazisti, abbasso il Rassemblement National».
Un altro coro ha spostato l’attenzione sul tema dell’immigrazione, sostenendo che il bersaglio della protesta dovessero essere i fascisti e non gli immigrati o le persone prive di documenti. Il congresso del Rassemblement National era cominciato il giorno precedente e nel pomeriggio Le Pen avrebbe pronunciato il suo primo discorso della campagna elettorale.
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