Ora solare tutto l’anno? La scelta che divide governi e scienziati
Le ricerche canadesi indicano l’ora solare come soluzione più compatibile con sonno, salute e ritmi biologici, mentre l’ora legale offre vantaggi soprattutto nelle serate.
La discussione sul cambio dell’ora potrebbe avere una risposta precisa: secondo diversi studiosi, mantenere l’ora solare per tutti i mesi dell’anno sarebbe la soluzione meno problematica per organismo e salute pubblica. Il punto decisivo, spiegano, non è soltanto evitare di spostare le lancette due volte ogni anno, ma capire quale luce incontreremmo al mattino.
Gli esperti chiedono comunque ai governi di controllare gli effetti di qualunque decisione. Se prevalesse l’ora legale permanente, servirebbero interventi sulla sicurezza stradale, orari scolastici e lavorativi più flessibili e verifiche su sonno, umore, incidenti e altri indicatori sanitari. Con l’ora solare fissa, invece, gli adeguamenti sarebbero soprattutto legati alle sere invernali più buie e alle albe estive anticipate.
La luce del mattino pesa di più
Uno studio firmato da ricercatori canadesi e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal sostiene che la maggior parte delle prove disponibili favorisca l’adozione stabile dell’ora solare. Raymond Lam, docente di Psichiatria all’Università della Columbia Britannica e primo autore dell’analisi, osserva che eliminare il cambio stagionale risolverebbe un disagio, ma ne aprirebbe subito un altro: la scelta del fuso da mantenere.
La ragione principale riguarda il ritmo circadiano. La luce del mattino aiuta l’organismo a sincronizzarsi con il ciclo quotidiano, mentre quella serale tende a spostare più avanti l’orologio biologico. Ralph Mistlberger, professore di Psicologia alla Simon Fraser University di Vancouver, avverte: «I nostri orologi biologici necessitano della luce mattutina per mantenersi sincronizzati con il ciclo di 24 ore».
Più luce la sera, più buio all’alba
L’ora legale mantenuta per dodici mesi avrebbe alcuni vantaggi immediati: consentirebbe di avere pomeriggi e serate più luminose, con possibili ricadute sulle attività all’aperto, sulla socialità, sugli spostamenti e su alcuni settori economici. Il prezzo sarebbe però un’alba posticipata, soprattutto penalizzante durante l’inverno.
A risentirne potrebbero essere bambini e adolescenti, già portati dalla pubertà a dormire e svegliarsi più tardi, pur dovendo spesso entrare a scuola presto. Nella fascia più esposta rientrerebbero anche chi lavora su turni, i pendolari, pedoni e ciclisti, oltre agli abitanti delle aree rurali o delle comunità con servizi di trasporto e illuminazione meno sviluppati.
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I rischi per sonno e umore
In Canada, tra l’1% e il 3% della popolazione soffre di disturbo affettivo stagionale. Una quota che può arrivare al 15% manifesta invece cambiamenti più contenuti, ma comunque rilevanti, nel tono dell’umore, nel riposo, nell’appetito e nell’energia. Gli studiosi citano inoltre ricerche secondo cui vivere nella parte occidentale di un fuso, dove il sole sorge più tardi, può associarsi a conseguenze sfavorevoli per la salute.
Patrick Baylis, professore associato alla Scuola di Economia dell’Università della Columbia Britannica a Vancouver, riconosce l’attrattiva delle serate più luminose, ma richiama i possibili effetti negativi dello spostamento in avanti della luce: meno sonno, produttività ridotta e risultati scolastici peggiori. Le principali organizzazioni che si occupano di sonno e cronobiologia, ricordano gli autori, raccomandano infatti l’ora solare permanente.
I precedenti invitano alla cautela
La storia recente mostra che la scelta dell’ora legale stabile può generare forti reazioni. Gli Stati Uniti la introdussero nel 1974, durante la crisi energetica, ma tornarono indietro dopo circa un anno: al centro delle proteste c’erano le mattine invernali ancora buie e il timore per gli studenti diretti a scuola prima dell’alba.
Anche la Russia, dopo aver adottato l’ora legale permanente nel 2011, la abbandonò nel 2014 a seguito del malcontento pubblico. Il Cile fece marcia indietro dopo una prova nazionale condotta nel 2015. Il prossimo ritorno all’ora solare è previsto tra sabato 24 ottobre e domenica 25: alle 3 le lancette dovranno essere riportate alle 2.
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