Puigdemont, il rientro ora è possibile: la decisione che cambia tutto
La Corte costituzionale spagnola ha accolto i ricorsi degli indipendentisti catalani: l’ultima parola sull’amnistia spetterà al Tribunale Supremo
Carles Puigdemont potrebbe rientrare in Spagna dopo quasi nove anni trascorsi in Belgio. La possibilità nasce dalla decisione della Corte costituzionale spagnola, che ha dato ragione agli indipendentisti catalani condannati per malversazione di fondi pubblici e ha aperto la strada all’applicazione dell’amnistia nei loro confronti.
Il provvedimento non produce ancora automaticamente il ritorno dell’ex presidente della Catalogna: sarà il Tribunale Supremo a dover applicare la legge al suo caso. Tuttavia, il pronunciamento rappresenta un passaggio decisivo per Puigdemont, ancora fuori dal Paese dopo il referendum unilaterale del 1º ottobre 2017.
La Corte spagnola spiana la strada
La sentenza è stata approvata con 7 voti favorevoli e 5 contrari. I giudici hanno accolto i ricorsi presentati dai leader del movimento indipendentista contro le condanne legate all’uso irregolare di risorse pubbliche durante il percorso che portò alla consultazione sull’indipendenza catalana.
Ora il Tribunale Supremo dovrà valutare gli effetti della decisione e stabilire se l’amnistia possa essere applicata anche a Puigdemont. La Corte costituzionale ha così rimosso uno degli ostacoli più rilevanti alla sua eventuale riabilitazione giudiziaria, senza però fissare ancora una data per il rientro.
Puigdemont aspetta il via libera
L’ex presidente catalano si trasferì in Belgio alla fine di ottobre 2017, per evitare l’arresto dopo la dichiarazione d’indipendenza e la successiva reazione delle autorità spagnole. Nel 2019 fu eletto al Parlamento europeo, incarico mantenuto fino al 2024.
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Nel frattempo, nel 2023, era venuta meno anche l’accusa di sedizione. Il governo socialista guidato da Pedro Sánchez aveva infatti modificato la normativa, riducendo in modo significativo l’ambito di applicazione di quel reato. La contestazione più delicata rimasta sul suo conto è quindi quella relativa alla malversazione.
La crisi politica accelera lo scenario
Un eventuale ritorno in Spagna potrebbe coincidere con una nuova fase politica. Sánchez ha appena convocato elezioni anticipate dopo che il Parlamento ha respinto i decreti legge sull’emergenza abitativa, bocciatura arrivata anche grazie ai 7 deputati di Junts, il partito legato all’indipendentismo catalano.
La stessa votazione ha messo in difficoltà la maggioranza socialista e ha alimentato l’ipotesi di un possibile cambio di equilibri a favore delle forze di destra. Se l’amnistia venisse riconosciuta dal Tribunale Supremo, Puigdemont potrebbe tornare a partecipare direttamente alla vita politica spagnola e valutare una candidatura alle prossime elezioni.
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