Onu, Zelensky alza il pressing su Mosca: Xi e sanzioni nel mirino
All’Assemblea generale il presidente ucraino ha rilanciato l’isolamento economico della Russia, chiedendo di non allentare la pressione e indicando in Xi Jinping un possibile canale di influenza su Mosca.
Volodymyr Zelensky ha usato il palco dell’Onu per spostare il fuoco su due fronti: la tenuta delle sanzioni contro la Russia e il peso che Xi Jinping potrebbe esercitare su Mosca. Nel suo intervento, il presidente ucraino ha insistito sul fatto che la guerra non si fermerà da sola e ha chiesto ai governi di non indebolire il sostegno a Kiev.
Il suo discorso è arrivato mentre Xi Jinping era in viaggio verso gli Stati Uniti per un incontro con Donald Trump alla Casa Bianca. Proprio per questo Zelensky ha detto di non aver avuto modo di parlare con il leader cinese, pur considerandolo una figura capace di incidere più di altri sugli orientamenti del Cremlino.
Putin descritto come motore del conflitto
Dal podio dell’Assemblea generale, Zelensky ha dipinto Vladimir Putin come il principale responsabile dell’escalation e lo ha indicato come il “paziente zero” della guerra. Secondo il presidente ucraino, il capo del Cremlino continua ad allargare il conflitto invece di fermarsi e non sembra disposto ad ammettere un limite alla propria azione.
Nel suo ragionamento, Putin non riuscirebbe a vivere senza una guerra e continuerebbe a trascinare nuove persone e nuovi territori dentro la spirale del conflitto. Zelensky ha anche sostenuto che la Russia utilizza combattenti provenienti da 47 Paesi e ha rivolto un appello diretto a quei governi perché non lascino che i propri cittadini vengano coinvolti nella guerra in Ucraina.
Pressione economica e meno margini al Cremlino
Una parte importante dell’intervento è stata dedicata agli strumenti economici. Zelensky ha ringraziato chi continua a sostenere Kiev con sanzioni, aiuti e produzione congiunta di armamenti, definendoli elementi che rafforzano la resistenza ucraina. Poi ha chiesto di ridurre i rapporti commerciali con Mosca, perché ogni flusso di denaro contribuirebbe a prolungare il conflitto.
Ha spiegato che, se la Russia dispone di risorse, tende a respingere la diplomazia; per questo, a suo avviso, limitare gli scambi con il Cremlino equivale a restringere lo spazio per la prosecuzione della guerra. Zelensky ha anche sostenuto che il deficit di bilancio russo è oggi più alto che in qualunque altro anno e che gran parte delle regioni del Paese si troverebbe già in difficoltà finanziarie.
I numeri della guerra e l’avviso all’Europa
Il presidente ucraino ha rivendicato di avere a disposizione immagini riprese dai droni per documentare le perdite russe sul campo. Ha parlato di 248mila e 960 soldati russi morti tra gennaio e agosto e ha ricordato che quella cifra supera la popolazione di 21 Paesi nel mondo.
Zelensky ha poi collegato questi dati agli obiettivi militari del Cremlino, dicendo che le offensive previste per l’estate sono fallite e che anche la scommessa sui missili da crociera e sugli Shahed non ha prodotto i risultati attesi. In chiusura ha rivolto un messaggio ai Paesi europei che hanno allentato alcune misure contro oligarchi russi come Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, sostenendo che una riduzione della pressione finisce per rendere più comoda la vita ai ricchi russi e per allungare il tempo della guerra.
Le sue parole arrivano anche a pochi giorni da un retroscena del New York Times, secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando il ripristino di rapporti economici con Mosca persino prima della fine del conflitto.
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