Oltre 11mila distributori coinvolti: il nuovo tetto sui carburanti
Con l’ingresso di Tamoil, la riduzione dei prezzi potrebbe interessare più della metà delle stazioni italiane fino al 31 ottobre.
Con l’ingresso di Tamoil, la rete interessata dalle iniziative per contenere il costo di benzina e diesel può arrivare a circa 11.200 impianti sui 22.000 presenti in Italia. La soglia supera quindi il 50% dei distributori, a condizione che tutte le stazioni delle principali compagnie aderiscano alle misure annunciate.
La copertura supera metà rete
Tamoil dispone di circa 1.400 impianti sul territorio nazionale. La sua adesione si aggiunge a quelle già comunicate da Eni, Ip e Q8, che insieme rappresentano circa 9.800 stazioni: rispettivamente 3.800, 3.400 e 2.600 punti vendita.
L’azienda, parte del gruppo internazionale Oilinvest, ha annunciato «una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio». L’effettiva estensione del beneficio dipenderà ora dall’applicazione delle iniziative all’intera rete delle quattro società.
Misure valide fino al 31 ottobre
L’intervento di Tamoil resterà attivo fino al 31 ottobre. La società ha spiegato di aver raccolto gli appelli arrivati dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la mobilità e alleggerire il peso dei rincari su famiglie e imprese.
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Secondo l’azienda, le decisioni adottate dovrebbero tutelare sia chi acquista il carburante sia l’equilibrio economico delle attività collegate alla distribuzione. Tamoil ha inoltre descritto il proprio ruolo come quello di un «partner responsabile al servizio del Paese», in una fase segnata dalle tensioni internazionali che continuano a incidere sui mercati energetici e sui trasporti.
Pressioni sulle compagnie minori
L’allargamento del provvedimento potrebbe spingere anche operatori di dimensioni più contenute a valutare iniziative analoghe, per evitare di perdere clienti e quote di mercato. Per ora, tuttavia, non sono state annunciate ulteriori adesioni oltre a quelle delle quattro grandi compagnie.
Già mercoledì sera, fonti di Palazzo Chigi avevano riferito dell’avvio di un confronto con il governo libico per favorire la partecipazione di Tamoil all’appello sul contenimento dei prezzi. La società ha collegato la scelta al quadro eccezionale creato dall’instabilità internazionale e ai suoi effetti sul potere d’acquisto delle famiglie e sui costi degli operatori economici.
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