Oleshky, il Papa chiede una tregua: la risposta di Putin
Leone XIV sollecita corridoi per aiuti ed evacuazioni, mentre Mosca attribuisce a Kiev la crisi nella città e prepara nuovi attacchi in Ucraina.
Il viaggio di Leone XIV in America Latina, fissato dal 6 novembre, resta ancora subordinato alle sue condizioni di salute. Il Vaticano ha già comunicato quali testate seguiranno il pontefice sul volo, ma l’organizzazione non equivale alla conferma definitiva della partenza: in passato, anche il viaggio di Papa Francesco in Sud Sudan era stato rinviato nonostante i preparativi.
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Il viaggio resta da confermare
Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha collegato l’eventuale “rimodulazione del pontificato” proprio alla prossima trasferta. Interpellato a Roma, ha chiarito che, se sarà necessario intervenire sul programma, il primo appuntamento interessato potrebbe essere quello latinoamericano.
Parolin ha inoltre spiegato che la telefonata con Vladimir Putin è partita da un’iniziativa del Papa, intenzionato a richiamare l’attenzione sulla popolazione di Oleshky. Sulla possibilità che Mosca dia seguito alla richiesta, il cardinale ha espresso fiducia: “Io spero che di fronte a una richiesta del Santo Padre il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto. Io penso di sì”.
A Oleshky servono aiuti subito
La città, nella regione di Kherson, è stata al centro del colloquio tra Leone XIV e il presidente russo. Il Vaticano ha riferito che il pontefice ha chiesto una sospensione delle ostilità per far arrivare cibo e medicinali, oltre a permettere ai civili che lo desiderano di lasciare la zona in condizioni sicure.
Nella stessa conversazione, Leone XIV ha ribadito il ruolo della Santa Sede nel tentativo di favorire il dialogo e un percorso verso la pace. Il Papa ha parlato dal Policlinico Gemelli, dove si trova ricoverato, mentre il Cremlino ha definito il confronto telefonico rispettoso e costruttivo.
Mosca accusa Kiev per la crisi
Putin ha ringraziato il pontefice per la disponibilità a contribuire alla soluzione della guerra in Ucraina e ha sottolineato l’importanza dei rapporti tra la Russia e il Vaticano. Secondo la ricostruzione del Cremlino, il presidente russo ha poi presentato la propria versione delle responsabilità ucraine nella difficile situazione di Oleshky.
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Mosca ha anche dichiarato di sostenere l’iniziativa vaticana destinata a creare condizioni più sicure per gli abitanti e a consentire l’ingresso delle forniture indispensabili. Il presidente russo ha rivolto a Leone XIV anche auguri di pronta guarigione dopo l’intervento chirurgico.
La guerra non si ferma
La disponibilità mostrata sulla questione umanitaria non ha prodotto, almeno per ora, aperture sul piano politico e militare. Putin ha escluso che la creazione di una zona di sicurezza nella parte orientale dell’Ucraina possa entrare in un negoziato.
In serata, durante una visita a un posto di comando, il presidente russo ha indicato ai vertici militari di proseguire le operazioni contro obiettivi energetici, strutture difensive e nodi logistici ucraini. Ha chiesto che le forze armate continuino ad agire in linea con gli obiettivi stabiliti per quella che Mosca definisce “operazione militare speciale”.
Il recupero del pontefice
Leone XIV è ricoverato da martedì scorso per l’asportazione di un tumore al polmone. L’ultimo bollettino medico parla di un miglioramento costante; dopo quattro giorni senza immagini pubbliche, il Vaticano ha diffuso fotografie del Papa mentre celebrava la messa al decimo piano del Gemelli.
Domenica è previsto l’Angelus, ma non è ancora stato stabilito se il pontefice interverrà dall’ospedale oppure da piazza San Pietro. Matteo Bruni, portavoce vaticano, ha confermato che il decorso postoperatorio resta quello indicato dai medici, con una durata stimata in “una settimana”. La telefonata con Putin non è stata la prima: i due si erano già parlati il 4 giugno 2025, dopo le missioni a Mosca di Paul Richard Gallagher e Matteo Zuppi.
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