Mafie transnazionali, l’Italia rafforza l’asse con l’America Latina
Il vertice di El Paccto 2.0 ha rilanciato la collaborazione giudiziaria tra Europa e Paesi latinoamericani, con un ruolo centrale per gli esperti italiani
La collaborazione tra Italia e Repubblica Dominicana sul fronte giudiziario si rafforza proprio mentre Santo Domingo ospita il vertice di El Paccto 2.0. A Roma, il presidente Luis Abinader e il vicepremier Antonio Tajani hanno sottoscritto una Dichiarazione di Partenariato rafforzato, che include anche il contrasto alla criminalità organizzata attraverso il programma europeo e l’iniziativa “Falcone-Borsellino”.
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Dalla cooperazione carceraria alla strategia anticorruzione
Il contributo italiano al programma è affidato all’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, sotto il coordinamento della Farnesina. Le attività riguardano la prevenzione della corruzione, il contrasto al riciclaggio, il recupero dei patrimoni illeciti e la gestione degli istituti penitenziari.
Nel corso dei lavori, Giovanni Russo ha illustrato il modello di collaborazione nel settore carcerario, con riferimenti anche all’esperienza del 41 bis. Flavia Guarnaccia ha invece presentato la prima Strategia regionale anticorruzione destinata all’America Latina: il percorso, cominciato a Buenos Aires, farà tappa a Città del Messico alla fine di novembre e a Brasilia nel mese di dicembre.
Il contrasto alle mafie cambia dimensione
Secondo Giovanni Tartaglia Polcini, direttore aggiunto di El Paccto 2.0, le organizzazioni criminali combinano oggi violenza e capacità di penetrazione nelle istituzioni e nell’economia. “La criminalità organizzata oggi è violenta e insieme infiltrativa e governa attraverso la corruzione, il riciclaggio e il controllo delle carceri”, ha affermato durante l’incontro.
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La Procuratrice Generale della Repubblica Dominicana, Yeni Berenice Reynoso, ha attribuito al programma un ruolo decisivo nell’evoluzione dei rapporti tra i sistemi giudiziari delle due aree. Nel suo intervento ha indicato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come riferimenti per il lavoro comune, definendoli “un modello a cui ispirarsi”.
A Santo Domingo il confronto fino al 2030
L’appuntamento si è svolto dal 13 al 15 ottobre nella capitale dominicana e ha riunito circa 270 persone provenienti da 39 Paesi: 31 dell’area latinoamericana e caraibica e 8 europei. Al tavolo hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni dell’Unione europea e di 30 organismi internazionali, tra cui Interpol, Ameripol e Gafilat.
L’obiettivo del confronto era delineare le priorità della collaborazione euro-latinoamericana nei comparti della giustizia e della sicurezza per il periodo fino al 2030. El Paccto 2.0 si conferma così il quadro nel quale vengono sviluppati strumenti comuni contro la criminalità organizzata transnazionale.
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