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Attualità 2 min di lettura6 giorni fa

Nucleare Cina, Washington alza la pressione: i colloqui segreti svelati dal Wsj

Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump ha aperto un canale riservato con Pechino per chiarire i sospetti su test a bassissima intensità e sulla tenuta della moratoria in vigore da 30 anni.

Il confronto sul dossier nucleare tra Stati Uniti e Cina si è spostato dietro le quinte. L’amministrazione Trump, infatti, avrebbe aperto un canale riservato con Pechino per affrontare i dubbi sul rispetto della moratoria sui test atomici, in vigore da tre decenni, e le accuse legate a un possibile aumento dell’arsenale cinese.

Secondo il Wall Street Journal, che cita alcune fonti, i contatti sono stati avviati mentre proseguivano incontri multilaterali in tre città: Ginevra, New York e Casablanca. In quelle occasioni Washington avrebbe chiesto alla Cina di spiegare la propria posizione davanti ai sospetti di test nucleari condotti in segreto e di intensità molto bassa.


I colloqui ai margini di incontri internazionali

Le discussioni non si sarebbero svolte in un formato ufficiale e diretto, ma sullo sfondo di appuntamenti internazionali già programmati. È in quel contesto, sempre secondo le fonti citate dal quotidiano, che le due parti avrebbero affrontato il tema dell’arsenale nucleare cinese, cresciuto rapidamente negli ultimi anni.

La scelta di muoversi in maniera discreta indica quanto la questione sia sensibile. Il nodo, al centro delle richieste americane, riguarda soprattutto la presunta compatibilità delle attività di Pechino con la moratoria sui test che resta formalmente in piedi da circa 30 anni.

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Le accuse sui test a bassissima intensità

Nel confronto, gli Stati Uniti avrebbero insistito perché la Cina rispondesse alle contestazioni su presunti esperimenti nucleari portati avanti senza clamore e su scala ridotta. Le accuse, sempre riportate dal Wall Street Journal, non vengono accompagnate nel testo da ulteriori dettagli tecnici, ma bastano a spiegare il livello di tensione attorno al dossier.

Resta dunque aperto il tema della trasparenza cinese sul proprio programma atomico. Per Washington, la questione non riguarda soltanto la crescita dell’arsenale, ma anche il rispetto degli impegni presi sul fronte dei test e la necessità di ottenere chiarimenti da Pechino.

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