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Attualità 2 min di lettura3 giorni fa

Neutralità svizzera, il voto che può cambiare la linea di Berna

Il referendum propone vincoli più severi alla politica estera della Confederazione, soprattutto sull’uso delle sanzioni contro gli Stati coinvolti nei conflitti.

A Ginevra come nel resto della Confederazione, il punto più delicato del referendum è il margine d’azione che rimarrebbe al governo svizzero davanti a una guerra. La proposta sottoposta agli elettori punta infatti a rendere più vincolante la neutralità e a limitare la possibilità di adottare misure punitive contro gli Stati responsabili di un conflitto.


Sanzioni, l’eccezione dell’Onu

Se il testo venisse approvato, Berna non potrebbe imporre autonomamente sanzioni a Paesi che hanno dato origine a una guerra. Resterebbero possibili soltanto quelle stabilite dalle Nazioni Unite, introducendo così un vincolo rilevante nella politica estera della Confederazione.

I promotori di Pro Schweiz (Pro Svizzera) sostengono che una neutralità applicata in modo più rigoroso aumenterebbe la sicurezza nazionale. A loro giudizio, la modifica renderebbe anche più solida la reputazione della Svizzera come intermediario indipendente nelle crisi internazionali.


Il confronto dopo l’invasione russa

Il tema ha acquistato nuovo peso dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Proprio la risposta elvetica al conflitto ha riaperto la discussione su quanto sia ancora possibile mantenere una posizione neutrale mentre altri Paesi adottano sanzioni contro Mosca.

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I contrari al quesito respingono l’idea che la neutralità possa diventare uno scudo dietro cui sottrarsi alle responsabilità internazionali. Secondo questa posizione, nell’attuale scenario un Paese non può limitarsi a richiamare la propria tradizione storica per evitare di prendere posizione di fronte a un’aggressione.


Una tradizione davanti al voto

La consultazione riguarda la cosiddetta “iniziativa sulla neutralità”, promossa da Pro Schweiz. La scelta degli elettori tocca una politica sancita nella Costituzione dal 1848 e riconosciuta anche sul piano internazionale.

Alla vigilia dell’apertura delle urne, i sondaggi indicavano una prevalenza dei contrari alla modifica. L’esito è atteso nella notte, quando saranno disponibili i risultati del referendum e si capirà se la Svizzera dovrà irrigidire formalmente la propria linea di neutralità.

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