Iran-Usa, il negoziato si blocca: torna l’ombra della guerra
La mediazione del Qatar non sblocca il confronto tra Teheran e Washington, mentre cresce il timore di nuove operazioni militari statunitensi.
Il confronto tra Iran e Stati Uniti rischia di precipitare nuovamente sul terreno militare. I tentativi diplomatici portati avanti questa settimana dal Qatar non hanno prodotto risultati rilevanti e, secondo fonti informate sui colloqui, entrambe le delegazioni restano lontane da qualsiasi concessione decisiva.
Il compromesso resta lontano
Il nodo principale riguarda le condizioni poste dalle due parti. Teheran chiede la fine del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, mentre Washington pretende impegni concreti per ridimensionare il programma nucleare iraniano. La distanza tra le richieste alimenta la convinzione che un’intesa sia ancora difficile da raggiungere.
Una fonte ha descritto così lo stato delle trattative: «La situazione è in stallo. Gli iraniani chiedono cose che gli Stati Uniti non possono accettare e gli Stati Uniti pensano di avere la meglio, quindi non c’è possibilità di compromessi». I mediatori qatarioti, pur intenzionati a proseguire il loro lavoro, sarebbero sempre più frustrati dall’atteggiamento di entrambe le parti.
La proposta preparata da Doha
Lunedì, a New York, il mediatore qatariota Ali al-Thawadi ha incontrato per diverse ore il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la delegazione di Teheran. Durante il colloquio sarebbe stata esaminata una proposta di compromesso elaborata dal Qatar e articolata in due pagine.
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Il piano puntava a conciliare le esigenze dei due governi: da una parte la richiesta iraniana di rimuovere il blocco navale, dall’altra la volontà americana di ottenere limiti verificabili alle attività nucleari dell’Iran. In serata, al-Thawadi ha poi discusso a Washington con l’inviato di Trump, Jared Kushner, e con altri funzionari statunitensi; per una parte dell’incontro era presente anche il vicepresidente Vance.
Segnali contraddittori da Washington
Prima del colloquio alla Casa Bianca, alcuni funzionari statunitensi avevano definito i negoziati «positivi e costruttivi» e sostenuto che Teheran avesse mostrato apertura sul dossier nucleare. Era stata inoltre prospettata la disponibilità di Trump ad alleggerire le sanzioni e a sbloccare fondi congelati, in cambio di interventi concreti sul programma iraniano.
Poche ore dopo, però, Trump ha scritto su Truth Social di non aver offerto nulla all’Iran. Parallelamente, funzionari statunitensi ritengono possibile che il presidente ordini la ripresa di operazioni militari di ampia portata dopo le elezioni di medio termine. Il Qatar intende continuare a mediare, ma l’assenza di progressi rende sempre più concreto lo scenario di un nuovo conflitto.
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