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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Cannabis, l’allarme di Mantovano: «Il Thc oggi sfiora il 30%

Il sottosegretario richiama l’aumento della concentrazione di Thc, annuncia nuove misure contro i furti di fentanyl e denuncia la diffusione del crack nelle grandi città.

La cannabis oggi presenta, secondo Alfredo Mantovano, una concentrazione di principio attivo molto più elevata rispetto al passato. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio segnala inoltre l’aumento dei furti di fentanyl destinato a circuiti illegali e chiede di superare l’idea che esistano aree sottratte al rispetto della legge.


Il Thc cambia il peso dell’allarme

Mantovano sostiene che la pericolosità delle cosiddette droghe leggere venga ancora minimizzata. A suo giudizio, il confronto tra passato e presente è significativo: un tempo il Thc, il principale principio attivo della cannabis, si attestava mediamente tra l’1,5 e il 2 per cento, mentre oggi la media sarebbe arrivata al 30 per cento.

Il sottosegretario indica negli adolescenti la fascia più esposta e definisce il fenomeno di portata «pandemica». La sua preoccupazione, ha spiegato, nasce soprattutto dalla sottovalutazione del problema, che impedirebbe di cogliere la diversa intensità degli effetti legata alla maggiore concentrazione della sostanza.


Fentanyl, controlli dopo i furti

Dal marzo 2024 è in vigore il Piano Nazionale sul Fentanyl e sugli oppioidi sintetici. Da quel momento, ha riferito Mantovano, sono stati registrati decine di episodi di sottrazione, con il furto avvenuto all’Ospedale Israelitico di Roma indicato come il più rilevante per quantità, pur all’interno di una serie di casi frequenti.

Per reagire a quella che il sottosegretario descrive come una gestione troppo permeabile dei medicinali, il Ministero della Salute ha lavorato con la Presidenza del Consiglio, il Dipartimento Antidroga e i Ministeri dell’Interno e della Giustizia. La circolare emanata stabilisce che anche la mancata custodia possa concorrere alla configurazione della detenzione illegale e dello spaccio di stupefacenti.

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Le fiale verso circuiti clandestini

Le dosi di fentanyl sottratte, secondo la ricostruzione di Mantovano, finiscono soprattutto in circuiti sanitari fuori dalle regole. Tra gli utilizzi citati figurano interventi chirurgici svolti in strutture che operano senza dichiarare i compensi e procedure vietate, quindi riconducibili a condotte penalmente illecite.

Nel quadro tracciato dal sottosegretario rientra anche la presenza del crack, che in alcune grandi città circolerebbe più dell’ecstasy. Napoli e Palermo vengono indicate tra le aree in cui il fenomeno risulta particolarmente evidente, senza però fornire dati numerici sui consumi o sulla distribuzione.


«Nessuna zona franca»

Mantovano ha collegato il contrasto alla droga a una linea più ampia sulla sicurezza e sul rispetto della proprietà privata. Il governo, ha spiegato, intende agire sia contro lo spaccio sia contro l’occupazione abusiva degli immobili, accompagnando l’azione repressiva con la proposta di alternative alla criminalità.

La posizione espressa dal sottosegretario è netta: «Le zone franche non devono esistere». Il principio, ha aggiunto, è stato indicato fin dall’avvio dell’attività dell’esecutivo e consiste nel far rispettare la legge in ogni contesto, senza limitare l’intervento alle sole operazioni contro la presenza criminale.

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