Neutralità svizzera, il 70,2% boccia la svolta: cosa cambia
La proposta sostenuta dalla destra elvetica avrebbe irrigidito la posizione di Berna, con possibili conseguenze sulle misure contro Mosca.
La consultazione popolare si è conclusa con una netta conferma dell’attuale impostazione svizzera. La modifica costituzionale dedicata alla neutralità è stata respinta dal 70,2% degli elettori, mentre i favorevoli si sono fermati al 29,8%; l’affluenza ha raggiunto il 47,1%.
Berna respinge l’irrigidimento
Il quesito chiedeva di rendere ancora più stringente il principio di neutralità della Confederazione attraverso un intervento sulla Costituzione. L’iniziativa era stata promossa dall’Unione democratica di centro (Udc/Svp), principale formazione della destra elvetica.
L’approvazione avrebbe potuto complicare la partecipazione della Svizzera al sistema di sanzioni adottato dall’Europa e da altri Paesi occidentali nei confronti della Russia. Il risultato definitivo allontana quindi l’ipotesi di una revisione costituzionale in senso più rigido.
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Bocciata anche la sovranità alimentare
Nella stessa tornata referendaria gli elettori hanno respinto con una maggioranza ancora più ampia, pari al 72,5%, anche il progetto sulla sovranità alimentare. La proposta puntava a fissare per il Paese un livello minimo di autoapprovvigionamento netto del 70%.
Anche in questo caso il voto ha prodotto un esito chiaro, chiudendo la strada all’inserimento di quell’obiettivo nel quadro normativo svizzero. I due risultati confermano il peso del No nella giornata di consultazioni.
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