Netanyahu negli Emirati: il viaggio che riapre il caso 7 ottobre
A poche settimane dal voto, la visita a Mohammed Bin Zayed alimenta le tensioni sulle accuse relative agli allarmi ignorati prima dell’attacco di Hamas
La missione di Benjamin Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti arriva in un momento delicato per il premier israeliano: tra un mese Israele tornerà alle urne e le polemiche sugli avvertimenti precedenti al 7 ottobre potrebbero incidere sul suo futuro politico.
Secondo le indiscrezioni, durante il colloquio con Mohammed Bin Zayed Netanyahu avrebbe chiesto al presidente emiratino di scagionarlo dalle accuse. Un retroscena che rende la visita ancora più sensibile, anche perché un viaggio di questo livello è difficile da mantenere riservato.
Il nodo degli allarmi ignorati
L’ufficio del primo ministro ha negato ripetutamente di essere stato informato in anticipo dei rischi legati all’attacco. Le smentite sono state accompagnate dall’annuncio di possibili azioni legali contro chi ha diffuso ricostruzioni diverse.
La vicenda resta quindi al centro del confronto politico israeliano. L’ipotesi che Netanyahu abbia ricevuto segnalazioni e non le abbia considerate potrebbe infatti pesare sulla campagna elettorale e sulla sua permanenza alla guida del governo.
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Anche lo Shin Bet passa all’azione
Sul caso è intervenuto anche lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano. L’organizzazione ha presentato una denuncia contro Channel 12, accusando l’emittente di aver fatto trapelare informazioni riservate.
La scelta di rivolgersi alla magistratura aggiunge un ulteriore livello di tensione a una vicenda già politicamente esplosiva. Nel frattempo, il viaggio negli Emirati e l’incontro con Mohammed Bin Zayed riportano la questione al centro dell’attenzione proprio alla vigilia della nuova sfida elettorale.
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