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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Nawrocki preme sugli ambasciatori, scontro con Tusk

Il ministro Sikorski accusa il presidente di oltrepassare i poteri costituzionali dopo la crisi sulla Corte costituzionale

Il presidente polacco Karol Nawrocki è accusato di aver sollecitato le dimissioni di alcuni ambasciatori. La denuncia arriva dal ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, mentre resta aperto il conflitto tra il capo dello Stato e il governo guidato da Donald Tusk.

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Le accuse sugli ambasciatori

Secondo Sikorski, Nawrocki avrebbe contattato personalmente i rappresentanti diplomatici polacchi per spingerli a lasciare l’incarico. Il ministro sostiene che una simile iniziativa non rientri nei poteri attribuiti dalla Costituzione alla presidenza della Repubblica.

«Pensavo fosse stato lo staff del presidente a sollecitare gli ambasciatori a dimettersi e ad abbandonare le loro missioni: si scopre che il presidente lo ha fatto personalmente. Ma costringere gli ambasciatori polacchi a dimettersi semplicemente non è il ruolo del presidente», ha dichiarato Sikorski.

Le dimissioni degli ambasciatori in Cina e Romania hanno già seguito l’apertura della crisi. Entrambi erano stati scelti dall’ex presidente Andrzej Duda, esponente del partito sovranista Pis, che ha governato la Polonia dal 2015 al 2023 e appartiene alla stessa area politica di Nawrocki.


Il conflitto sulla Corte

Lo scontro istituzionale è esploso nella notte tra venerdì e sabato, dopo il tentativo dell’esecutivo di rimuovere i giudici della Corte costituzionale nominati durante i governi del Pis. Quelle designazioni erano state contestate anche dall’Unione europea, che in passato aveva bloccato i fondi destinati alla Polonia per le carenze attribuite alle riforme della giustizia.

Anna Korwin-Piotrowska, indicata dal Parlamento di Varsavia e destinata a guidare la Corte, ha iniziato a impartire direttive senza entrare nell’edificio, ancora sorvegliato dalla polizia. Le autorità hanno inoltre smentito le voci diffuse sui social network sulla presenza di agenti stranieri davanti alla sede.

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Sikorski ha collegato quella circolazione di notizie alla propaganda russa. «Ci troviamo di fronte a una cooperazione online di portata senza precedenti tra account russi, propagandisti e l’estrema destra globale. Ciò dovrebbe far riflettere tutti noi su chi voglia fomentare disordini in Polonia e a chi ciò vada a vantaggio», ha scritto su X.


Controlli rafforzati al confine

Nel Nordest del Paese è stata intanto creata un’unità antiterrorismo dopo gli avvertimenti dell’intelligence su possibili incursioni e atti di sabotaggio attribuiti alla Russia. L’operazione coinvolge polizia, esercito, guardia di frontiera e forze speciali nelle province di Warminsko-Mazurskie e Podlaskie, entrambe vicine all’enclave russa di Kaliningrad.

Secondo quanto riferito dall’emittente polacca Rmf, la scorsa settimana Varsavia avrebbe ricevuto segnalazioni dal Servizio di intelligence militare e da agenzie alleate. Le informazioni indicavano il possibile tentativo di gruppi armati di attraversare nei prossimi giorni il confine dalla parte russa.

Il confronto tra il presidente sovranista e la maggioranza europeista potrebbe incidere sulle elezioni parlamentari del prossimo anno. La crisi rischia inoltre di alimentare il dibattito sull’orientamento internazionale della Polonia, tra il legame con l’Europa difeso dal governo Tusk e le posizioni più vicine a Mosca sostenute dall’area di Nawrocki.

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