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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Manovra 2027, Sumai: specialisti esclusi, pronta la mobilitazione

Il sindacato denuncia l’assenza di risorse per 18 mila professionisti e minaccia iniziative in tutte le province

Il Sumai Assoprof annuncia una possibile mobilitazione nazionale contro la legge di bilancio 2027-2029, accusata di escludere gli specialisti ambulatoriali convenzionati.

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La protesta del sindacato

Il segretario generale Antonio Magi sostiene che la categoria abbia continuato a garantire visite ed esami anche negli anni più difficili, senza interrompere l’assistenza ai cittadini. Secondo il sindacato, però, la disponibilità dei professionisti non può essere data per scontata.

"Se nel corso dell’esame parlamentare non arriveranno risposte chiare, il Sumai è pronto alla mobilitazione nazionale della categoria", ha dichiarato Magi. L’iniziativa potrebbe coinvolgere tutte le province e avrebbe l’obiettivo di tutelare sia il lavoro degli specialisti sia l’accesso alle cure vicino casa.


Il rischio per l’assistenza territoriale

Per il Sumai, senza il contributo degli specialisti ambulatoriali la riforma dell’assistenza territoriale rischia di rimanere incompleta. Le loro attività comprendono prestazioni specialistiche, esami strumentali, diagnostica di primo livello e supporto alla gestione dei pazienti cronici.

Magi avverte che un territorio incapace di rispondere alle richieste spinge gli assistiti verso il pronto soccorso, il ricovero ospedaliero o il pagamento diretto delle prestazioni. Il sindacato contesta così una politica che, a suo giudizio, finanzia soprattutto le conseguenze delle carenze territoriali invece di rafforzare i servizi di prossimità.


Le risorse previste dalla manovra

La legge di bilancio aumenta di 2.365 milioni il fabbisogno sanitario nazionale nel 2027. Tra gli interventi indicati figurano 500 milioni l’anno per le tariffe dei ricoveri per acuti, 380 milioni destinati all’indennità del personale dipendente dei pronto soccorso e 300 milioni per le prestazioni aggiuntive contro le liste d’attesa.

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Quest’ultima somma, osserva il sindacato, è riservata ai dipendenti del Servizio sanitario nazionale e non comprende i professionisti convenzionati. La manovra prevede inoltre un incremento di tre punti del limite di spesa per acquistare prestazioni dai privati accreditati, mentre agli over 75 viene destinata una Carta da 300 euro per beni e servizi sanitari.


Nessun fondo per le convenzioni

Nella relazione tecnica e nel disegno di legge, afferma il Sumai, non compaiono riferimenti espliciti agli specialisti ambulatoriali, al personale convenzionato o all’Accordo collettivo nazionale. L’espressione specialistica ambulatoriale è presente soltanto due volte e indica il tipo di prestazione, non i professionisti che la svolgono.

La critica riguarda anche il rinnovo delle convenzioni. Gli oneri dell’Acn 2025-2027 vengono lasciati all’aumento generale del fondo sanitario o alle decisioni delle Regioni, senza uno stanziamento dedicato. Il sindacato denuncia inoltre una disparità tra professionisti che svolgono mansioni analoghe, perché prestazioni aggiuntive e indennità non sono state estese ai convenzionati.


L’appello sul personale

Magi attribuisce al ministro della Salute Orazio Schillaci l’impegno a favore della categoria, ma sostiene che il Ministero dell’Economia e delle finanze abbia inserito nella manovra risorse inferiori a quelle richieste. Sarebbe la quarta volta in quattro anni, secondo il Sumai, che la specialistica ambulatoriale convenzionata interna non riceve un intervento specifico.

"Senza gli specialisti ambulatoriali la riforma dell’assistenza territoriale resta sulla carta", ha affermato il segretario generale. Nel mirino finiscono anche le Case della comunità e gli Ospedali di comunità, che secondo il sindacato rischiano di restare privi di personale nonostante gli investimenti previsti dal Pnrr e dal Dm 77.

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