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Attualità 1 min di lettura55 min fa

Nawrocki convoca i partiti per la crisi istituzionale

Il rientro a Varsavia dopo la sospensione dei vertici della Corte e le proteste dei sostenitori di Pis

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha convocato oggi a Varsavia consultazioni urgenti con i rappresentanti dei partiti sulla crisi della Corte costituzionale.

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Le origini dello scontro

La contrapposizione tra il capo dello Stato e il governo di Donald Tusk nasce dalla diversa appartenenza politica. Nawrocki è esponente del nazionalista Pis, mentre l’esecutivo del premier, in carica dal 2023, sta cercando da settimane di sostituire magistrati nominati durante il precedente governo, guidato dallo stesso partito tra il 2015 e il 2023.

Nel mirino è finita anche la posizione assunta più volte dalla Corte rispetto alle norme dell’Unione europea. Bruxelles aveva accusato l’organismo giudiziario di essere vicino al potere politico nazionalista che aveva governato il Paese negli anni precedenti.


La convocazione a Varsavia

Nawrocki ha definito il confronto tra le forze politiche necessario per scongiurare una «minaccia alla sicurezza interna». Il presidente ha interrotto il viaggio ufficiale in Senegal e ha fatto ritorno nella capitale durante la notte, dopo l’aggravarsi della disputa.

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Secondo il suo capo di gabinetto Paweł Szefernaker, al rientro Nawrocki ha visto il presidente della Corte Bogdan Swieczkowski e il primo presidente dell’organo, Zbigniew Kapiński. In seguito ha raggiunto la sede del tribunale, facendosi strada tra i manifestanti, come mostrato dalle emittenti locali.


La sospensione dei vertici

La decisione contestata dal presidente riguarda Swieczkowski e il vicepresidente Bartlomiej Sochanski. Il governo Tusk li ha sospesi dalle rispettive funzioni: entrambi erano stati scelti dal Pis quando il partito si trovava al potere.

La misura ha provocato la reazione dei sostenitori nazionalisti. Ieri sera la polizia ha presidiato l’edificio della Corte, circondato da dimostranti vicini al Pis, alcuni dei quali hanno accusato l’esecutivo di voler compiere un colpo di Stato.

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