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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Polonia, Nawrocki entra con la forza nella Corte

Il presidente interrompe il viaggio in Senegal e convoca i partiti dopo la sospensione dei vertici dell’organo

Karol Nawrocki ha fatto irruzione nella sede della Corte Costituzionale polacca a Varsavia, aggravando il conflitto con il governo di Donald Tusk.

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Le accuse del governo

Il ministro della Giustizia Waldemar Zurek ha condannato l’azione del presidente, ritenendola incompatibile con il suo ruolo istituzionale. In un’intervista a Tvn24, ha definito «scandaloso» il comportamento di Nawrocki e lo ha accusato di usare la vicenda per aumentare la tensione nelle proteste.

Secondo Zurek, l’immunità presidenziale non può giustificare l’ingresso forzato in un edificio pubblico. Le forze di sicurezza restano schierate nei pressi della Corte, al centro dello scontro tra il capo dello Stato e l’esecutivo.


La reazione della Corte

Il presidente sospeso dell’organo, Bogdan Swieczkowski, ha parlato di «colpo di Stato» e di attacco a un’istituzione costituzionale. A suo giudizio, la Corte è formata da magistrati nominati secondo le procedure previste e non da persone entrate abusivamente nella sede.

La replica è arrivata dopo la presenza degli agenti all’interno dell’edificio. Nawrocki ha chiesto che vengano ritirati e che sia ristabilito il rispetto dello Stato di diritto.


La richiesta di Nawrocki

Rientrato in Polonia dopo avere interrotto una visita ufficiale in Senegal, il presidente ha convocato consultazioni con tutti i partiti rappresentati in Parlamento. L’obiettivo indicato è ridurre la tensione politica e riportare l’assetto istituzionale alla normalità.

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Parlando ai sostenitori riuniti davanti alla Corte, Nawrocki ha sostenuto che la crisi costituisca un pericolo per l’ordine interno del Paese. Il suo rientro a Varsavia era avvenuto nella serata di venerdì, dopo la diffusione di un video che lo mostrava mentre entrava nell’edificio.


L’origine dello scontro

La controversia è iniziata con la sospensione di Swieczkowski e del vicepresidente della Corte. Una comunicazione dell’istituzione ha indicato Anna Korwin-Piotrowska come sostituta provvisoria: è una dei cinque giudici scelti di recente dal Parlamento, ma la sua nomina non è riconosciuta da Nawrocki, sostenuto da Diritto e Giustizia.

Il partito nazionalista e conservatore aveva designato diversi giudici durante gli anni al governo, dal 2015 al 2023. Le nomine avevano provocato critiche da parte delle istituzioni europee; la Corte di giustizia dell’Unione europea aveva inoltre contestato l’autonomia e l’imparzialità dell’organo, citando irregolarità nella selezione dei magistrati e del presidente.

Dopo le elezioni del 2023, la coalizione guidata da Tusk ha avviato lo smantellamento delle riforme giudiziarie introdotte dai precedenti esecutivi. La contesa sulla composizione della Corte è diventata così uno dei principali fronti dello scontro tra la maggioranza di governo e il presidente.

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