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Attualità 2 min di lettura47 min fa

Polonia, proteste alla Corte costituzionale: Nawrocki rientra dall’Africa

Tre arresti durante la manifestazione dei sostenitori PiS, dopo la sospensione di Bogdan Swieczkowski

La polizia antisommossa ha presidiato la Corte costituzionale polacca dopo la sospensione del suo presidente Bogdan Swieczkowski. La decisione ha provocato una protesta dei sostenitori di Diritto e Giustizia (PiS) e spinto il presidente Karol Nawrocki a interrompere il viaggio ufficiale in Senegal.

Nawrocki ha ordinato al pilota di riportare l’aereo a Varsavia mentre era ancora in volo. Secondo quanto riferito dai mezzi d’informazione, dopo l’atterraggio si è diretto verso la sede dell’organo giudiziario.

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La protesta davanti alla Corte

Decine di agenti hanno controllato gli accessi al complesso, dove si sono radunati i sostenitori del principale partito di opposizione di destra. Alcuni manifestanti hanno contestato il primo ministro Donald Tusk scandendo lo slogan “Tusk traditore”.

Tra i partecipanti c’erano persone che pregavano con rosari e immagini religiose. La polizia ha comunicato l’arresto di tre individui accusati di aver cercato di entrare nell’area della Corte. Durante il presidio è intervenuto anche Jaroslaw Kaczynski, ex primo ministro e leader del PiS, che ha invitato Nawrocki a intervenire nella vicenda.

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La Corte, attraverso il proprio profilo su X, ha sostenuto che “tutte le persone che partecipano a queste azioni commettono il reato di colpo di stato”. La frase è stata pubblicata mentre cresceva la tensione tra i sostenitori dell’opposizione e le autorità.


Il confronto tra governo e giudici

Il governo guidato da Tusk tenta da settimane di ottenere le dimissioni dei giudici nominati durante i governi del PiS, rimasto al potere dal 2015 al 2023. La Corte si è più volte espressa a favore della prevalenza della legislazione polacca rispetto alle norme dell’Unione Europea.

Bruxelles ha accusato l’organo giudiziario di essere vicino alla precedente maggioranza nazionalista. Dopo la vittoria elettorale del 2023, Tusk aveva promesso di chiudere il contenzioso con le istituzioni europee, ma il presidente della Repubblica, indipendente e vicino alla destra, ha ostacolato le sue nomine alla Corte.

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