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Attualità 2 min di lettura19 min fa

Nawrocki convoca i partiti sulla crisi della Corte polacca

Il presidente è rientrato dal Senegal; la polizia protegge il tribunale, contestato dai sostenitori del partito PiS

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha convocato colloqui urgenti con i rappresentanti dei partiti dopo la sospensione del vertice della Corte costituzionale Bogdan Swieczkowski, decisa dal premier Donald Tusk. Il capo dello Stato è rientrato a Varsavia mentre era diretto in Senegal.

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Il rientro e gli incontri

Nawrocki ha interrotto nella notte la visita di Stato e, una volta tornato nella capitale, ha incontrato Swieczkowski e il primo presidente della Corte, Zbigniew Kapiński. In seguito si è recato nella sede dell’alta corte, dove è entrato facendosi strada tra i manifestanti, secondo le immagini trasmesse dalle emittenti locali.

Il presidente, esponente del partito nazionalista di destra PiS e avversario politico di Tusk, ha motivato la convocazione dei colloqui con la necessità di fermare quella che ha definito una «minaccia alla sicurezza interna». L’obiettivo dichiarato è ridurre la tensione tra il governo e l’area politica vicina al capo dello Stato.


Polizia davanti alla Corte

La sede della Corte costituzionale è presidiata dalla polizia dalla serata di venerdì. Davanti all’edificio si sono radunati sostenitori del PiS, che hanno accusato il governo di voler realizzare un «colpo di Stato» dopo la sospensione di Swieczkowski.

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Nel corso della giornata è intervenuto anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Polonia, Tom Rose. Il diplomatico ha rivolto un appello a tutte le parti: «Non intraprendete alcuna azione che possa provocare violenza o un’ulteriore escalation».


Il confronto sui giudici

La disputa si trascina da settimane. L’esecutivo guidato da Tusk punta a sostituire i giudici della Corte nominati durante il precedente governo del PiS, rimasto al potere dal 2015 al 2023.

L’organo giudiziario si è più volte pronunciato a favore della prevalenza delle norme polacche sul diritto dell’Unione europea. Per questo motivo, Bruxelles ha contestato alla Corte una vicinanza eccessiva al potere nazionalista che governava il Paese in quegli anni.

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