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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Natalie Harp tra età e fede: il suo racconto al Washingtonian

L’assistente di Trump parla del tempo che passa e spiega perché trova nella preghiera una fonte di forza e orientamento.

Per Natalie Harp il dato anagrafico non basta a definire una persona. Nell’intervista concessa al Washingtonian, l’assistente di Donald Trump affronta il tema dell’età e racconta il ruolo che la spiritualità occupa nella sua quotidianità.


Il tempo non stabilisce il valore

Harp sintetizza il suo punto di vista con una frase netta: «L'età è solo un numero». Il messaggio è che gli anni trascorsi non dovrebbero diventare il criterio principale per giudicare capacità, energia o prospettive.

Il tema emerge all’interno di una conversazione personale, nella quale l’assistente del presidente statunitense alterna considerazioni sulla propria esperienza a riflessioni più intime. Il suo racconto non si concentra soltanto sulla carriera, ma anche sulle convinzioni che la guidano.

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La fede prima del potere terreno

Per Harp, il centro dell’autorità non si trova nella capitale americana. «L'epicentro del 'potere' non è Washington ma il Paradiso», afferma nell’intervista, indicando nella dimensione religiosa il riferimento più importante.

La sua pratica quotidiana comprende l’ascolto di alcuni passaggi della Bibbia in formato audiolibro. A questo aggiunge la preghiera, rivolta a Dio per chiedere saggezza e la forza necessaria ad affrontare qualsiasi situazione.

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