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Attualità 3 min di lettura11 min fa

Napoli in vendita? De Laurentiis indica il profilo che preferisce

Il presidente azzurro non esclude un futuro passaggio di proprietà, ma guarda con maggiore interesse a un acquirente napoletano e insiste sul progetto di uno stadio nuovo.

Il valore del Napoli è diventato il vero punto interrogativo della vicenda. Aurelio De Laurentiis acquistò il club per 32 milioni di euro nel 2004, quando la società era appena riemersa dal fallimento; oggi, secondo valutazioni indipendenti, il prezzo potrebbe oscillare tra 800 milioni e 1 miliardo, mentre il presidente ritiene che la cifra possa arrivare almeno a 2 miliardi.

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La cessione resta un’ipotesi aperta

A 77 anni, dopo 22 stagioni consecutive alla guida del club, De Laurentiis continua a lasciare aperte più possibilità. In questi anni il Napoli ha conquistato due promozioni, due scudetti, tre Coppe Italia e due Supercoppe italiane, consolidando anche una presenza costante nelle competizioni europee.

Il patron, tuttavia, alterna messaggi difficili da conciliare: da una parte definisce il Napoli “incedibile”, dall’altra ammette che potrebbe farsi da parte nel giro di “due, tre, cinque anni” se arrivasse qualcuno disposto a riconoscere il valore dei sacrifici compiuti. Ha inoltre raccontato di avere respinto un’offerta araba da 3,5 miliardi di euro e una proposta da 2,2 miliardi, quest’ultima rifiutata perché avrebbe comportato un’uscita graduale dalla società.


Rizzetta sogna il progetto azzurro

Tra i potenziali interessati è emerso Matt Rizzetta, imprenditore italoamericano poco più che quarantenne. Attraverso North Sixth Group e Underdog Global Partners ha già investito nello sport italiano, rilevando il Campobasso quando militava in Eccellenza e partecipando alla crescita del Napoli Basket, oggi competitivo in Italia e in Europa.

Rizzetta ha espresso più volte il desiderio di acquistare il club e trasformarlo nel centro di una polisportiva. “Io ci sono, sarei onorato di portare avanti l’eredità di quello che ha costruito De Laurentiis con il club. Farei di tutto e anche di più per non deludere la piazza”, ha dichiarato. I rapporti con il presidente sono apparsi cordiali: De Laurentiis lo ha invitato al Maradona per Napoli-Bodø/Glimt e ha ricordato di essere stato suo ospite negli Stati Uniti durante una partita di pallacanestro.

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Il nodo dello stadio può cambiare tutto

Il possibile passaggio a Rizzetta non sembra però l’unico scenario. De Laurentiis ha infatti aggiunto che, in caso di vendita, preferirebbe “magari un napoletano e non un americano”. Da qui l’attenzione rivolta a Diego Aponte, figlio di Gianluigi e figura di vertice di Msc, gruppo da tempo vicino al Napoli e dal 2023 sponsor principale della squadra.

A influenzare la scelta potrebbe essere anche il futuro impianto. Il Maradona sarà interessato da lavori per circa 200 milioni di euro in vista degli Europei del 2032, con risorse della Regione, attraverso il Cipess, e del Comune. Per De Laurentiis, però, l’impianto non rappresenta la soluzione definitiva: l’area considerata più adatta è quella dell’ex raffineria Q8, a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli.

Nelle prossime settimane è attesa una stima del valore dei terreni, un passaggio concreto ma ancora lontano dall’avvio dei lavori. La stessa prudenza riguarda il nuovo centro sportivo, per il quale era stata posata una prima pietra circa un anno fa senza che il progetto sia ancora diventato operativo. Nel frattempo, il futuro societario resta nelle mani di De Laurentiis: sarà lui a decidere se e quando aprire davvero la partita per la successione.

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