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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Mps, l’offerta di Intesa sale: ma il rilancio dipende dal voto

Il gruppo guidato da Carlo Messina porta a 1,25 euro la parte in denaro dell’operazione, subordinando l’efficacia al verdetto dell’assemblea del Monte

Il rilancio vale 25 centesimi per azione, ma non sarà comunque incondizionato: Intesa Sanpaolo ha deciso di aumentare la componente in denaro dell’offerta su Monte dei Paschi di Siena soltanto dentro una strategia legata al voto dei soci. Se l’assemblea del 29 ottobre approverà anche uno dei punti connessi al piano di Luigi Lovaglio, l’istituto guidato da Carlo Messina non rinuncerà alle condizioni previste e considererà l’operazione priva dei requisiti necessari per diventare efficace.


Il rilancio resta legato all’assemblea

La decisione è arrivata durante una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione, convocata a poche settimane dall’appuntamento con gli azionisti senesi e prima della pubblicazione delle indicazioni dei consulenti di voto. Per Intesa, il confronto del 29 ottobre dovrà diventare un “vero e proprio referendum” sul futuro di Mps.

Sul tavolo dell’assemblea ci sono l’approvazione delle offerte pubbliche di scambio su Banca Generali e Banco Bpm, oltre al trasferimento al Monte della partecipazione del 13% detenuta da Mediobanca in Generali. Secondo la valutazione espressa da Intesa, il progetto alternativo presenta maggiori incognite e rischi di realizzazione rispetto alla propria proposta.


Più denaro per ogni azione Mps

L’offerta annunciata a giugno prevedeva 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e un euro in denaro per ogni titolo Mps. Con la nuova decisione, la parte monetaria sale a 1,25 euro. In precedenza l’operazione valorizzava ciascuna azione del Monte 10,091 euro e indicava un premio del 12,5%.

Qualora l’adesione fosse totale, il valore complessivo dell’operazione raggiungerebbe 31,4 miliardi di euro: 27,6 miliardi riferiti alla componente azionaria e 3,8 miliardi a quella in denaro. Il rapporto di concambio comunicato a giugno sarà inoltre aggiornato se Intesa Sanpaolo distribuirà un acconto sul dividendo relativo al 2026.

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I dubbi sulle due offerte di Siena

Nel documento approvato dal consiglio, Intesa descrive le operazioni su Banca Generali e Banco Bpm come iniziative senza premio per gli azionisti delle società interessate, accompagnate da una struttura articolata, sinergie difficili da ottenere e rischi rilevanti nella fase di esecuzione. La banca sostiene invece che la propria proposta produca “un valore significativo, immediato e sostenibile per gli azionisti di Mps e valorizza Siena”.

L’offerta su Banco Bpm deve fare i conti con la posizione di Crédit Agricole, che possiede circa il 30% dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. Il gruppo francese ha indicato più volte nella fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia la soluzione preferibile, mentre per Banca Generali resta decisivo l’orientamento della compagnia triestina, titolare del 50,17% del capitale.


Siena cerca anche il sostegno del territorio

Intesa Sanpaolo ha inserito nella propria strategia anche un impegno rivolto all’area senese e alla Toscana, dopo le osservazioni sollevate dagli enti locali. Il gruppo ha annunciato “ulteriori iniziative concrete a favore di Siena e della Toscana”, senza però fornire ulteriori dettagli sulle modalità.

Nei prossimi giorni sono attesi i pareri dei consulenti di voto, indicazioni dalle quali i fondi d’investimento difficilmente si discostano. Il loro orientamento potrebbe quindi incidere sul risultato dell’assemblea e sulla possibilità che l’offerta di Intesa prosegua alle nuove condizioni.

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