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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Monteverde, la minicar delle aggressioni: la confessione dei due ragazzi

Il 17enne e il 16enne hanno ammesso gli episodi e si sono detti dispiaciuti dopo aver saputo del ferimento dell’attore Davide Iacopini.

Si sarebbero mossi per noia, senza apparente motivo, prendendo di mira diversi passanti nel quartiere romano di Monteverde. I due minorenni coinvolti nelle aggressioni viaggiavano su una minicar e sono stati individuati dai carabinieri dopo una rapida serie di accertamenti, che ha portato anche al ritrovamento del veicolo.

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La confessione dopo l’aggressione

Ascoltati durante la notte negli uffici della Procura, i due ragazzi avrebbero riconosciuto le proprie responsabilità davanti al pubblico ministero Ambrogio Cassiani. Il 17enne, figlio di un carabiniere, ha spiegato: «L’abbiamo fatto per gioco, perché ci annoiavamo. Ci siamo fermati soltanto quando abbiamo saputo che un attore era rimasto ferito. Ci dispiace».

Tra le persone colpite c’è anche l’attore Davide Iacopini, raggiunto da un calcio sferrato dai due giovani. Proprio la notizia del suo ferimento, secondo quanto riferito durante gli accertamenti, avrebbe segnato il momento in cui i ragazzi hanno deciso di interrompere la serie di episodi.


Due studenti già segnalati

Le famiglie hanno fornito collaborazione agli investigatori. Il più grande frequenta un liceo nella zona di Testaccio e risulta avere precedenti di polizia; il sedicenne, che si trovava alla guida della minicar, studia invece in un istituto a indirizzo umanistico di Monteverde.

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Entrambi avrebbero un rendimento scolastico insufficiente e condividono una precedente denuncia per furto. Il procedimento attuale riguarda gli attacchi compiuti ai danni dei passanti mentre i due si trovavano a bordo del veicolo.


Gli indizi che hanno svelato l’auto

A indirizzare le ricerche non sono state soltanto le registrazioni delle telecamere. Gli investigatori hanno esaminato anche alcuni elementi particolari della minicar, tra cui una striscia di luci rosse montata di recente e riconosciuta dal meccanico che aveva eseguito il lavoro.

Un ulteriore dettaglio era rappresentato da un adesivo raffigurante un serpente rosso applicato sulla carrozzeria. Nel telefono di uno dei ragazzi, inoltre, è stata trovata un’applicazione per seguire gli spostamenti, installata dai genitori. A completare il quadro hanno contribuito le immagini raccolte alla fine della scorsa settimana in via Quadrio, utili per collegare il mezzo agli episodi denunciati.

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