375notizie oggi
Attualità 2 min di lettura15 ott

Monteverde, il peso della verità: il dramma dei due ragazzi della microcar

La madre del 16enne racconta il crollo del figlio prima della confessione e chiede scusa alla famiglia dell’uomo ferito nelle aggressioni del 4 e 5 ottobre.

Il racconto della madre è arrivato dopo giorni di dubbi e notti insonni: il figlio 16enne, accusato insieme a un 17enne di aver partecipato alle aggressioni avvenute a Monteverde il 4 e 5 ottobre, avrebbe ceduto davanti ai carabinieri. La donna sostiene di averlo visto piangere e vomitare, fino a spingerlo a raccontare ciò che era accaduto.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


Il crollo prima della confessione

Per molto tempo la madre ha creduto alle smentite del ragazzo. Poi ha notato un cambiamento nel suo comportamento e ha iniziato a temere che dietro quel malessere ci fosse qualcosa di grave. «Ho visto mio figlio diverso, l’ho visto piangere. Ieri notte l’ho visto vomitare», ha raccontato.

La donna ha quindi contattato la madre dell’altro giovane, quello legato alla microcar, e insieme hanno seguito la situazione fino all’arrivo dei militari. Secondo il suo racconto, furono proprio le due madri a favorire il confronto in caserma. Il 16enne avrebbe anche chiesto aiuto per pregare per l’uomo rimasto ferito, Davide Iacopini.


Le famiglie tra dolore e responsabilità

La madre del ragazzo ha detto di non volerlo dipingere come un mostro, pur riconoscendo che dovrà rispondere delle proprie azioni. Ha inoltre espresso il desiderio di incontrare la madre di Iacopini per chiederle perdono. «Essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità», ha spiegato.

Anche la famiglia del 17enne, assistita dall’avvocata Lavinia Felisso, si sarebbe detta sconvolta. Il ragazzo avrebbe già avuto un precedente per un furto commesso insieme all’amico. Entrambi frequentano scuole superiori: uno è iscritto a un liceo di Trastevere, l’altro a un istituto del centro, con un rendimento scolastico descritto come abbastanza buono.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Cosa resta da chiarire sulle aggressioni

La vettura coinvolta è una Aixam Gto Emotion. A marzo il 17enne l’aveva ritirata con la madre presso l’officina Kyt Racing, a Casal del Marmo, dopo un intervento di riparazione. Un meccanico avrebbe fornito agli investigatori elementi utili per riconoscere il mezzo, anche grazie a un adesivo presente sulla carrozzeria.

La madre del 16enne contesta però alcuni particolari della ricostruzione. Secondo quanto riferito dal figlio, l’intenzione non sarebbe stata quella di colpire i passanti con dei bastoni, ma di spaventarli con uno scherzo. La donna ha ammesso di non conoscere ogni dettaglio e ha lasciato agli investigatori il compito di stabilire la dinamica, compreso l’episodio relativo alla scarpa.

La confessione sarebbe arrivata dopo circa una settimana e, secondo quanto emerso, senza manifestazioni di pentimento. La Procura per i minorenni potrebbe ora valutare la richiesta di misure cautelari per i due adolescenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere