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Attualità 3 min di lettura13 ott

Monopattini, multe e guida autonoma: cosa cambia col nuovo Codice

La bozza introduce nuove regole per velocità, documenti digitali, motociclisti e conducenti professionali, ma il testo non è ancora definitivo né in vigore.

Anche i marciapiedi potrebbero ospitare spazi destinati alla sosta dei monopattini. La scelta sarebbe affidata ai Comuni attraverso un’ordinanza, ma soltanto dove la parte libera del marciapiede consenta ancora il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità.

Nel linguaggio ufficiale della riforma, inoltre, la parola «incidente» lascerebbe il posto a «sinistro». Il cambiamento intende sottolineare il peso di condotte come distrazione, velocità eccessiva e guida dopo l’assunzione di alcol o droghe, considerate tra le possibili cause degli eventi stradali.

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La bozza cambia il peso delle multe

Il provvedimento in preparazione interviene anzitutto sul calcolo delle sanzioni per chi supera i limiti. L’importo sarebbe collegato ai chilometri orari oltre la soglia consentita: la quota prevista è di 10 euro per ogni chilometro in più, mentre nei centri urbani con limite fissato a 30 o 50 km/h scenderebbe a 5 euro.

Con questa impostazione, chi percorresse a 61 km/h una strada dove il limite è di 50 km/h riceverebbe una sanzione da 55 euro. A 90 km/h, invece, la cifra arriverebbe a 200 euro. La riforma ridurrebbe anche il numero delle fasce di pagamento, dalle attuali 82 a 21, con somme comprese tra 25 e 40mila euro nei casi più gravi.


Patente e documenti diventano più flessibili

Per le patenti del gruppo 1, comprese quelle necessarie per guidare le automobili, la durata decennale verrebbe mantenuta fino al compimento dei 65 anni. Oggi questa validità è prevista soltanto fino ai 50 anni: la modifica avrebbe quindi l’effetto di diminuire il numero di rinnovi e controlli medici richiesti agli automobilisti.

Durante un controllo non sarebbe più indispensabile avere con sé patente e carta di circolazione in formato fisico. Gli agenti potrebbero controllare in modo diretto, attraverso le banche dati nazionali, sia l’abilitazione alla guida sia i dati del veicolo e la sua regolarità.

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Moto e conducenti professionali

In autostrada, quando un sinistro o una forte coda rendessero il traffico quasi fermo, ai motociclisti sarebbe consentito percorrere la corsia d’emergenza. Resterebbe essenziale lasciare libero il transito ai mezzi di soccorso. In condizioni di congestione, inoltre, chi guida un’automobile dovrebbe creare uno spazio sufficiente per il passaggio di motocicli e ciclomotori.

La soglia massima per la guida professionale con patenti del gruppo 2 salirebbe da 68 a 70 anni, accompagnata da controlli periodici. Dopo i 70 anni, chi possiede una patente C o CE potrebbe ancora condurre alcuni veicoli fino a 20 tonnellate, ma non effettuare autotrasporto professionale per conto terzi.


Arrivano automazione e nuove definizioni

La bozza apre anche alla circolazione di veicoli completamente automatizzati, capaci di muoversi senza una supervisione costante da parte del conducente. In una fase iniziale, tuttavia, l’utilizzo sarebbe limitato alle aree autorizzate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dovrebbe rispettare la normativa europea.

Tutte le misure fanno parte di un testo ancora sottoposto all’esame del Consiglio dei ministri. Si tratta quindi di proposte contenute in una bozza: fino all’approvazione definitiva, le regole descritte non modificano gli obblighi oggi applicati agli utenti della strada.

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