La villa di Escobar va giù: Medellín prepara il dopo
Demolito l’edificio collegato alla moglie del narcotrafficante: dopo anni di abbandono, il Comune valuta un possibile uso sociale dell’area.
A Medellín è iniziata la demolizione di una grande villa associata alla famiglia di Pablo Escobar, diventata nel tempo un punto critico per la sicurezza del quartiere. L’edificio, inutilizzato da più di sette anni, era stato collegato dalle autorità al consumo di droga, al narcoturismo e a testimonianze su presunti riti satanici.
L’intervento riguarda una costruzione di circa 1.850 metri quadrati situata nel settore El Diamante, all’interno della zona di El Poblado. Il Comune ha spiegato che il terreno potrebbe essere trasformato in uno spazio destinato a un’iniziativa sociale, anche se il progetto non è ancora stato definito.
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L’abbandono aveva attirato visitatori
La villa si era progressivamente trasformata in un luogo di richiamo per persone interessate alla storia criminale di Escobar. Secondo le segnalazioni raccolte dagli enti locali, il flusso di visitatori legato al narcoturismo si accompagnava a episodi di consumo di sostanze stupefacenti.
Alle autorità sono inoltre arrivate testimonianze relative a presunti rituali satanici organizzati nell’immobile. La struttura, lasciata senza utilizzo per oltre sette anni, era stata indicata anche come possibile fonte di pericolo per chi vive nella zona e per chi vi accedeva.
Il passaggio sotto il controllo dello Stato
La storia della proprietà risale al 1979, quando l’immobile venne acquistato da Victoria Eugenia Henao, moglie di Pablo Escobar. In seguito a un procedimento giudiziario cominciato nel 2004, il terreno è passato sotto la gestione dello Stato.
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La demolizione è stata avviata soltanto dopo il completamento delle autorizzazioni tecniche e amministrative necessarie. Il percorso giudiziario ha quindi preceduto l’intervento materiale sulla villa, oggi destinata a scomparire dal paesaggio di El Poblado.
Il Comune pensa a una nuova destinazione
Manuel Villa Mejía, sindaco ad interim di Medellín, ha sostenuto che l’amministrazione non intende accettare luoghi capaci di celebrare il narcotraffico o di creare rischi per i residenti. La posizione del Comune lega così la demolizione sia alla sicurezza sia al superamento del richiamo esercitato dalla vicenda di Escobar.
Per l’area si valuta ora un possibile progetto sociale. Non è stata ancora comunicata la destinazione definitiva del terreno, ma l’obiettivo dichiarato è sostituire una struttura abbandonata e associata alla criminalità con una funzione utile alla comunità.
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