Modena, il riciclo della plastica guarda al 2040: la svolta da 48,8 milioni
Il nuovo impianto R3GID di Aliplast potrà trattare 30mila tonnellate di polimeri l’anno, riducendo importazioni, rifiuti e uso di materia prima fossile.
Entro il 2040 l’Europa dovrà aggiungere 5,7 milioni di tonnellate di capacità per il riciclo delle plastiche rigide, mentre una quota di 2 milioni dovrà essere disponibile già entro il 2030. È la conseguenza delle nuove regole sugli imballaggi e sui veicoli fuori uso, che stanno aumentando la richiesta di materiali riciclati con prestazioni paragonabili a quelle della plastica vergine.
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La domanda europea corre più degli impianti
Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera, ha indicato nella distanza tra domanda e capacità produttiva il principale problema del settore. In Europa oggi si possono riciclare 13,5 milioni di tonnellate di plastica, ma soltanto 3,5 milioni riguardano quella rigida; in Italia il dato si ferma a circa 440mila tonnellate.
Presentando il progetto, Iacono ha definito R3GID una risposta industriale costruita per anticipare questa necessità. Ha inoltre ricordato che l’Italia versa ogni anno circa 800 milioni di euro all’Unione europea per l’imposta sugli imballaggi di plastica non riciclati: se la produzione modenese fosse destinata interamente agli imballaggi, il risparmio stimato sarebbe di circa 24 milioni di euro l’anno.
Un investimento per la plastica rigenerata
Il nuovo stabilimento Aliplast, società controllata dal Gruppo Hera, si trova nel polo industriale di via Cavazza, a Modena. L’opera ha richiesto 48,8 milioni di euro, compresi 7,7 milioni provenienti direttamente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e a regime darà lavoro a 80 persone.
La struttura potrà trattare fino a 30mila tonnellate annue di polimeri riciclati, con una purezza certificata superiore al 99%. I materiali ottenuti potranno sostituire quelli di origine fossile in numerosi prodotti: componenti per televisori, computer ed elettrodomestici, confezioni cosmetiche, serbatoi, paraurti e arredi da giardino.
Tecnologia e filiera corta
Alla realizzazione ha contribuito Nextchem, società del gruppo Maire, attraverso la tecnologia proprietaria NX Replast™. Le linee sono progettate per generare polimeri e miscele ad alta purezza, adattabili a esigenze specifiche di tipo meccanico, estetico, funzionale e normativo.
I rifiuti lavorati arrivano sia dalla raccolta urbana sia da comparti industriali come quello automobilistico, cosmetico, elettronico e dell’arredamento. Materiali spesso destinati alla discarica o al recupero energetico vengono così trasformati in materia prima seconda tracciabile e certificata, destinata nuovamente alle filiere da cui proviene.
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Modena diventa un polo circolare
Il sito è integrato con il termovalorizzatore e il depuratore già presenti nell’area. L’acqua trattata dal depuratore viene impiegata nel processo di riciclo e poi restituita allo stesso impianto, mentre l’energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore alimenta le nuove attività. Questo collegamento riduce i consumi e incide su una voce che, nel riciclo italiano, prima della crisi energetica rappresentava circa il 30% dei costi produttivi, esclusa la materia prima.
A parità di ciclo, l’impianto dovrebbe evitare circa 30mila tonnellate di anidride carbonica equivalente rispetto alla produzione di plastica vergine. «Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando anche l’effetto sulla dipendenza dai mercati esteri.
Il piano di crescita di Aliplast
Con l’avvio di Modena, l’ampliamento del sito di Borgolavezzaro, in provincia di Novara, e l’acquisizione del 70% di Kronos Polymer Polska, Aliplast punta a raddoppiare la capacità di riciclo. L’operazione polacca, dedicata al polietilene a bassa densità, dovrebbe essere perfezionata entro la fine del 2026.
Il gruppo prevede di superare 210mila tonnellate annue di materie prime seconde plastiche e di raggiungere una capacità produttiva complessiva di 255mila tonnellate all’anno. Il progetto modenese rientra nei 2 miliardi di euro destinati all’economia circolare dal piano industriale 2025-2029, su un totale di 5,5 miliardi.
L’impianto è stato inaugurato alla presenza di Pichetto Fratin, del sindaco di Modena Massimo Mezzetti e del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. La giornata si è conclusa con un confronto tra imprese e mondo della ricerca, seguito dalla visita guidata alle nuove linee di lavorazione.
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