Minori online, Bruxelles rinvia le norme nazionali per dodici mesi
La Commissione punta a un testo comune e chiede di accelerare i negoziati sull’EU Kids Act.
La Commissione europea ha rinviato di 12 mesi l’esame delle nuove leggi nazionali sull’accesso dei minori ai social. La misura riguarda i progetti che potrebbero sovrapporsi alla futura disciplina comune dell’Unione.
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I Paesi coinvolti
Tra gli Stati interessati figurano Austria, Italia, Slovenia, Belgio e Francia. Il provvedimento austriaco, che punta a vietare i social agli under 14, era atteso oggi al vaglio della Commissione.
Thomas Regnier, portavoce dell’esecutivo europeo, ha spiegato che l’obiettivo è impedire regole divergenti tra i Paesi membri. «Non intendiamo frammentare il mercato unico», ha detto, osservando che soglie anagrafiche e obblighi differenti renderebbero molto difficile per le piattaforme applicare correttamente le disposizioni.
Secondo la Commissione, una disciplina non coordinata potrebbe creare difficoltà operative per i servizi digitali e indebolire la protezione dei minori invece di rafforzarla. Per questo Bruxelles intende concentrare il lavoro sul futuro EU Kids Act.
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La tutela durante il rinvio
Rispondendo ai dubbi sull’eventuale vuoto normativo, Regnier ha assicurato che la nuova legge europea sarà affiancata da controlli rigorosi in base alla normativa sui servizi digitali, il Dsa. Le piattaforme dovranno quindi assumersi la responsabilità dei rischi arrecati ai minori anche durante il periodo di attesa.
Il portavoce ha precisato che le situazioni di Francia e Grecia presentano differenze giuridiche e procedurali rispetto al caso austriaco. Per questi due Paesi, inoltre, il termine di sospensione previsto dalla procedura europea era già scaduto quando è stata presentata la proposta dell’EU Kids Act.
La Commissione non ha fornito dettagli sull’iter dei singoli provvedimenti nazionali. Regnier ha invece indicato come priorità il confronto con Parlamento europeo e Consiglio: «Dobbiamo accelerare il lavoro con i co-legislatori, perché la priorità assoluta è approvare il Kids Act».
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