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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Minicar, la svolta a Roma: così l’app e il meccanico hanno portato ai due minori

Telecamere, dettagli dell’auto e geolocalizzazione dello smartphone hanno permesso di ricostruire le sei aggressioni avvenute a Monteverde tra il 4 e il 5 ottobre.

Sei aggressioni in poche ore, una minicar facilmente riconoscibile e un’applicazione capace di ricostruire gli spostamenti: sono questi gli elementi che hanno condotto gli investigatori a due ragazzi di 17 e 16 anni. I giovani, entrambi denunciati a piede libero per tentato omicidio, avrebbero ammesso durante l’interrogatorio di aver agito nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, mentre festeggiavano il compleanno di uno dei due.

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L’auto ha lasciato tracce decisive

A indirizzare le indagini sono state le immagini degli impianti di videosorveglianza, i racconti delle persone aggredite e il contributo di un meccanico. L’uomo ha riconosciuto il veicolo utilizzato dai ragazzi grazie a una serie di modifiche e decorazioni che aveva applicato personalmente: luci a led, un’illuminazione rossa nella zona della targa e diversi adesivi.

Tra i segni più evidenti figuravano un serpente rosso e una fascia dello stesso colore sul cofano. Gli investigatori hanno individuato l’autofficina partendo dal numero riportato su uno degli adesivi e hanno poi trovato la minicar nei pressi dell’abitazione del diciassettenne. Il mezzo è stato sequestrato nella notte.


La geolocalizzazione ha ricostruito la notte

Un ulteriore tassello è arrivato dallo smartphone di uno dei due indagati. Sul dispositivo era installata un’applicazione che consente di verificarne la posizione a distanza, uno strumento normalmente utilizzato dalle famiglie per monitorare i telefoni dei figli. I dati hanno aiutato a ricostruire gli spostamenti dei ragazzi durante la serata.

Anche le descrizioni fornite dalle vittime si sono rivelate importanti per confrontare il veicolo e le modalità delle aggressioni con quanto emerso dalle immagini e dagli altri accertamenti. Il ragazzo alla guida ha 17 anni ed è figlio di un carabiniere; il passeggero ne ha 16. I due avevano già un precedente comune per furto.

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Due ragazzi di Monteverde e Testaccio

Il diciassettenne abita a Monteverde, mentre l’amico vive a Testaccio. Si tratta di quartieri centrali della Capitale, con caratteristiche diverse: il primo è una zona residenziale vicina al Gianicolo e a via di Trastevere; il secondo conserva le proprie radici popolari, ma negli ultimi anni è stato interessato da una forte crescita dei prezzi delle abitazioni e dall’arrivo di professionisti, universitari, artisti e studenti.

Nel corso dell’interrogatorio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero sostanzialmente raccontato di essersi divertiti in quel modo quella notte. Le accuse restano quelle contestate nell’indagine, mentre per l’attore Davide Iacopini, coinvolto in una delle aggressioni, è stato necessario il ricovero in terapia intensiva al San Camillo di Roma, con prognosi riservata.


La procura: risposta rapida all’allarme

Il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ha rivendicato la rapidità degli accertamenti e ha ringraziato gli investigatori coinvolti. “Abbiamo dato una risposta veloce ad un caso che aveva creato allarme tra i cittadini”, ha dichiarato, ricordando il lavoro del pm Ambrogio Cassiani, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, oltre a quello di carabinieri e polizia locale.

L’indagine ha quindi combinato fonti diverse: la testimonianza del meccanico, i filmati, le informazioni fornite dalle vittime e i dati ricavati dal telefono. È stato il collegamento tra questi elementi a consentire l’identificazione dei due minorenni e il recupero della vettura.

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