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Attualità 4 min di lettura14 ott

Menopausa, il silenzio che pesa: sintomi e rischi ancora sottovalutati

Una ricerca su mille italiane tra 50 e 70 anni mostra quanto restino profonde le lacune nel dialogo con medici, familiari e ambiente di lavoro.

Vampate, insonnia e cambiamenti dell’umore accompagnano quasi tutte le donne intervistate, ma spesso vengono vissuti in silenzio e senza un confronto adeguato con il medico. È il quadro tracciato da una ricerca condotta da AstraRicerche per Bayer Italia su 1.000 donne italiane tra i 50 e i 70 anni, in vista della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre.

Il 70,6% delle partecipanti ritiene che oggi si parli più apertamente di menopausa rispetto al passato. Tuttavia, per il 65,2% il dibattito resta ancora insufficiente e il 54,5% giudica inadeguata l’attenzione riservata dal sistema sanitario alle donne in questa fase.

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Sintomi quotidiani e lavoro in difficoltà

La maggioranza delle intervistate ha sperimentato almeno un disturbo associato alla menopausa. In particolare, il 40,7% segnala problemi del sonno di intensità moderata o severa, mentre il 37,3% riferisce vampate altrettanto rilevanti.

Questi sintomi hanno conseguenze concrete: il 62,4% delle donne che li hanno provati ha rinunciato ad almeno un’attività oppure l’ha svolta peggio di quanto avrebbe voluto. Nell’ultimo mese, i disturbi hanno ridotto le normali attività per una media di 4,2 giorni.

Anche il lavoro risente della situazione. Il 33,9% dichiara di avere più difficoltà a concentrarsi; tra le lavoratrici che affrontano vampate moderate o severe ogni giorno, il 32% ammette di attraversare giornate con una produttività ridotta. La percentuale sale al 56% tra chi dorme male almeno quattro notti alla settimana.


Il dialogo con il medico resta debole

Sebbene l’86,6% consideri la menopausa una fase naturale dell’esistenza, il rapporto con i professionisti sanitari appare ancora sporadico. Il 26,8% non ne ha mai parlato con un medico e il 21,9% lo ha fatto una sola volta. Tra le donne che presentano sintomi, il 30,8% non ha affrontato l’argomento durante una visita.

Per il 63,7% la ragione è legata alla convinzione che si tratti di un passaggio normale o non abbastanza importante da richiedere un consulto. Il silenzio riguarda anche la vita sociale: il 38,1% ha cercato di nascondere i disturbi e il 21,1% ha provato a non mostrare una vampata davanti ad altre persone.

Il confronto avviene soprattutto con altre donne: il 78,5% ne parla con le amiche, il 68,3% con le figlie e il 66,4% con le colleghe. Il tema viene invece affrontato molto meno con gli uomini, siano essi amici o colleghi.


Informazione percepita e conoscenze incomplete

Il 61,1% delle partecipanti si considera molto o abbastanza informato sulla menopausa. La sicurezza, però, non coincide sempre con una comprensione completa degli effetti sulla salute nel lungo periodo.

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Il 59,1% collega correttamente la menopausa alla riduzione della massa ossea, ma soltanto il 24,7% la associa ai rischi cardiovascolari. Ancora più basse le percentuali relative al colesterolo, indicato dal 24,2%, e alla glicemia, riconosciuta dal 15,1%.

Rossella Nappi, docente di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università di Pavia e presidente della Società internazionale della menopausa, ha sottolineato: «Non esiste una sola menopausa e non esiste una sola risposta ai suoi sintomi». Secondo la specialista, insieme alle modifiche dello stile di vita possono essere valutate terapie ormonali e soluzioni non ormonali, tenendo conto della storia clinica e delle esigenze individuali.

Nappi ha inoltre ricordato che le vampate più intense possono rappresentare un segnale da non trascurare anche sul piano cardiovascolare. «È importante che la donna non si limiti a considerare i sintomi come qualcosa da sopportare, ma li porti all’attenzione del medico», ha spiegato, così da esaminare lo stato di salute e le possibili strategie di prevenzione.


Che cosa chiedono le donne

Le richieste emerse dall’indagine sono soprattutto pratiche. Il 51,9% vorrebbe ricevere informazioni migliori, con indicazioni concrete per affrontare la menopausa, mentre il 47% chiede prodotti e farmaci più efficaci.

Il 42,9% indica la necessità di servizi e specialisti maggiormente dedicati, con punti di riferimento presenti sul territorio. Per il 42% sarebbe inoltre importante superare l’idea che la menopausa coincida con l’inizio della vecchiaia.

Il sostegno sul posto di lavoro e una maggiore ricerca scientifica raccolgono entrambi il 18,1% delle preferenze. L’11,3% auspica invece la nascita di gruppi di supporto tra donne. La richiesta di parlarne di più riguarda soprattutto uomini e familiari, più che i mezzi di comunicazione.

Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia, ha definito la menopausa una fase naturale che coinvolge milioni di donne e ha richiamato l’importanza di una comunicazione chiara e basata sulle evidenze. L’obiettivo, ha affermato, è favorire un confronto consapevole con il medico, evitando che i sintomi vengano percepiti come una condizione inevitabile da accettare.

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