122notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura59 min fa

Milano, piazze a sorpresa: l’allarme per lo scontro a più fronti

Convocazioni comunicate all’ultimo minuto, manuali di piazza e mobilitazione di gruppi contrapposti: così cresce la tensione dopo gli incidenti nel centro di Milano.

Il timore principale non riguarda soltanto la ripetizione degli scontri avvenuti nel centro di Milano, ma la possibile sovrapposizione di più conflitti: manifestanti, gruppi ultras, giovani delle periferie ed esponenti dell’estrema destra potrebbero trovarsi nello stesso spazio. Per questo, in vista del primo fine settimana successivo alla guerriglia urbana, le autorità hanno predisposto un dispositivo rafforzato in diverse città italiane.

A complicare il quadro ci sono convocazioni diffuse con modalità difficili da prevedere e documenti che illustrano comportamenti da adottare durante le proteste. Il Movimento 17 ottobre ha infatti cancellato gli appuntamenti annunciati in otto città, sostituendoli con un sistema di comunicazioni progressive destinato a rendere più difficile l’intervento preventivo delle forze dell’ordine.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Il rischio di una piazza divisa

L’allarme più delicato riguarda la possibile presenza contemporanea di cortei e gruppi intenzionati a contrapporsi. Diverse tifoserie ultras avrebbero annunciato l’intenzione di presidiare le strade in difesa dei commercianti, mentre a Roma è osservata con attenzione la contro-manifestazione promossa da Azione Universitaria e Gioventù Nazionale, alla quale potrebbero partecipare anche esponenti del tifo radicale della Curva Nord della Lazio.

Messaggi rivolti contro i cosiddetti “maranza” sono comparsi in varie città, tra cui Lecco, Como, Verona e Vicenza. A Crema sarebbe stata individuata una chat utilizzata per organizzare aggressioni contro minorenni, con dieci denunce. A Milano, invece, la prefettura teme possibili infiltrazioni di gruppi anarchici e ultrà neofascisti, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato del rischio di una “guerra ibrida” capace di deformare la lettura degli eventi.


Convocazioni comunicate all’ultimo

In otto capoluoghi — Bologna, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova — gli appuntamenti già annunciati sono stati ritirati. Il nuovo schema prevede che alle 14.30 vengano indicati tre punti di raccolta, comunicati soltanto mezz’ora prima, mentre la destinazione conclusiva dovrebbe essere resa nota alle 15.30. Roma e Torino restano le sole città con presidi comunicati in anticipo, entrambi dedicati alla protesta contro guerra e riarmo.

L’organizzazione richiama il modello dei raduni clandestini: i partecipanti ricevono indicazioni successive, si spostano e possono ricomporsi in un altro luogo. Gli amministratori del canale hanno spiegato la scelta con una frase precisa: «Non vogliamo offrire bersagli». In seguito, alcune chat collegate al movimento sono state chiuse per evitare che restassero conversazioni facilmente acquisibili dagli investigatori.


Manuali e strumenti per la protesta

Nelle reti antagoniste circolano da tempo testi dedicati alla sicurezza durante le manifestazioni, all’abbigliamento e alle tecniche di movimento collettivo. Tra i materiali vengono citati una guida sull’autodifesa in protesta, un documento ispirato alla rivoluzione egiziana del 2011 e un manuale di resistenza urbana pubblicato nel 2005.

I contenuti invitano a prestare attenzione ai movimenti della polizia, agli agenti in borghese e alla presenza di vie di fuga. Nei documenti compaiono anche indicazioni sull’uso di occhiali protettivi, mascherine, guanti, kefiah e felpe con cappuccio, oltre a sostanze di uso comune come Maalox, sapone e aceto, presentate come rimedi contro i lacrimogeni. Altri materiali citano caschi da cantiere e pellicola da cucina per coprire la pelle.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Sul fronte digitale, gli investigatori stanno valutando l’eventuale impiego di sistemi pensati per ridurre la tracciabilità delle comunicazioni. Tra le ipotesi figurano GrapheneOS, sistema operativo per dispositivi Android, e Bitchat, applicazione associata a Jack Dorsey che può funzionare anche senza collegarsi direttamente alle reti cellulari. La diffusione pubblica di messaggi violenti, però, mostra anche una gestione tutt’altro che impermeabile alle indagini.


Perquisizioni e massima allerta

Dopo gli incidenti del fine settimana precedente, la Digos ha eseguito perquisizioni in 18 città presso le abitazioni di circa cento persone, 51 delle quali minorenni. Sono stati sequestrati telefoni e computer, ma anche coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, una balestra, taniche di benzina e indumenti che sarebbero stati sottratti durante i saccheggi.

A Bari, la Direzione distrettuale antimafia e la Procura per i minorenni stanno esaminando le posizioni di sette adulti e di diversi ragazzi. In una conversazione su Telegram sarebbero stati pianificati assalti ai negozi, con riferimenti ad armi e bottiglie incendiarie. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sostenuto che dalle indagini emergerebbe un coordinamento tra alcuni protagonisti delle violenze e ha disposto il ricorso a tutti gli strumenti disponibili, compresi i fermi preventivi.


Milano blindata, ma senza chiusure totali

Il dispositivo nazionale comprende 15 Reparti mobili e circa 5.800 operatori. A Milano sono stati aggiunti 500 militari della Folgore impiegati nell’operazione Strade Sicure, insieme a numerosi agenti della polizia locale. I controlli riguardano non soltanto i centri storici, ma anche stazioni e punti di arrivo, con droni e personale incaricato di osservare le comunicazioni in rete.

Nel capoluogo lombardo sono previsti oltre 1.400 tra appartenenti alle forze dell’ordine, militari e operatori municipali. Le stazioni di partenza della Lombardia saranno presidiate, mentre in piazza Duomo sono stati annunciati controlli particolarmente rigidi e strutture nelle caserme per l’identificazione dei minorenni.

Prefetto e questore hanno vietato le manifestazioni pomeridiane nel centro, lasciando autorizzati soltanto i presidi della mattina. Alcuni esercizi commerciali hanno anticipato la chiusura o installato protezioni sulle vetrine. Il sindaco Beppe Sala ha invitato i negozianti a non farsi condizionare dalla paura, mentre la Procura di Milano ha rafforzato i turni con una squadra composta da dieci magistrati. Il capo della polizia Vittorio Pisani ha infine precisato: «Non siamo la controparte dei manifestanti».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere