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Attualità 2 min di lettura39 min fa

Fiamme sulle Alpi: distrutto il rifugio legato a Hitler, un fermo

La Kehlsteinhaus, nota come Nido dell’Aquila, è stata colpita da un vasto incendio: nessuna vittima segnalata e una persona trattenuta dalla polizia.

Un ascensore rivestito d’oro, scavato nella montagna, conduceva fino alla Kehlsteinhaus, superando gli ultimi 125 metri del percorso. Il rifugio, costruito a 1834 metri sull’Obersalzberg, è rimasto intatto durante i bombardamenti alleati e nei film di guerra statunitensi è diventato famoso con il nome di “Nido dell’Aquila”.

La struttura non fu però il regalo per il cinquantesimo compleanno di Adolf Hitler nel 1939, come spesso si racconta. Una mostra sulla cosiddetta terrazza soleggiata ne ripercorre la vicenda, mentre dal 1952 l’edificio è utilizzato come rifugio di montagna.

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Un simbolo nazista avvolto dalle fiamme

La Kehlsteinhaus è stata completata nel 1938, all’interno dell’area residenziale e amministrativa riservata ai vertici del nazionalsocialismo. L’accesso era allora vietato al pubblico e il complesso poteva essere raggiunto attraverso la Kehlsteinstraße, oggi riservata agli autobus.

Adolf Hitler visitò il luogo soltanto in poche occasioni. Il rifugio, destinato agli ufficiali di grado più elevato del regime, apparteneva a una zona isolata dell’Obersalzberg e non riportò danni durante gli attacchi alleati che colpirono altre costruzioni della stessa area.


L’incendio e il fermo della polizia

Le fiamme hanno interessato l’edificio nella serata di venerdì 23 ottobre. Quando sono arrivati sul posto, i vigili del fuoco hanno trovato la costruzione completamente incendiata; la polizia ha poi comunicato che una persona sospettata è stata fermata.

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I primi soccorritori hanno raggiunto la Kehlsteinhaus alle 21:52, trovandosi davanti a un rogo di grandi dimensioni. In base alle informazioni disponibili, all’interno non c’era nessuno: per questo, al momento, non risultano persone ferite.


Il rifugio oggi e il suo accesso

Dopo la realizzazione, l’edificio fu collegato alla valle mediante la strada che porta al Kehlstein. Il tratto finale viene percorso con autobus, mentre l’ascensore interno resta uno degli elementi più riconoscibili della struttura.

Il “Nido dell’Aquila” è rimasto associato alla storia della dirigenza nazista, anche se Hitler lo frequentò raramente. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sulle cause dell’incendio né sulle contestazioni rivolte alla persona fermata.

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