144notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura56 min fa

Scaffali vuoti e gasolio alle stelle: quanto durerà l’emergenza prezzi

La distribuzione riparte nel Mezzogiorno, ma servono 5-7 giorni per rifornire i negozi mentre aumentano i timori per frutta, verdura e altri alimenti freschi.

Il ritorno alla normalità nella distribuzione alimentare non sarà immediato. Dopo il fermo dei camion nel Sud, la merce ha ricominciato a viaggiare, ma nei punti vendita mancano ancora soprattutto prodotti freschi e il conto dei trasporti più costosi potrebbe trasferirsi sui prezzi pagati dai consumatori.

A delineare i tempi della ripresa è Carlo Buttarelli, presidente di Federdistribuzione: «Ci vorranno non meno di 5-7 giorni per tornare alla piena normalità, perché i negozi sono vuoti». Nel frattempo, il Viminale ha autorizzato la circolazione dei mezzi pesanti sulle autostrade meridionali anche durante il fine settimana, sospendendo per l’occasione il consueto divieto.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Il conto rischia di arrivare sugli scaffali

Le segnalazioni di Altroconsumo indicano carenze in particolare nelle province di Roma, Napoli, Palermo e Bari. A essere più difficili da trovare sono verdura, frutta, carne e latticini, cioè gli articoli con una deperibilità maggiore e quindi più esposti alle conseguenze del blocco.

Durante i giorni di fermo, una parte consistente delle derrate non ha raggiunto i negozi ed è stata eliminata. Per Confcommercio le perdite ammontano a diversi milioni di euro; Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, ha riferito che sono state gettate tonnellate di latte rimasto senza ritiro, oltre a grandi quantità di alimenti freschi. Pesanti anche le ripercussioni per il comparto della quarta gamma.

Il problema ora non riguarda soltanto la disponibilità dei prodotti. Il gasolio più caro potrebbe aumentare il costo del trasporto e incidere sui listini finali, con un peso distribuito tra aziende agricole e famiglie. Gli ortofrutticoli, inoltre, arrivavano già da una fase di rincari secondo gli ultimi dati Istat sull’inflazione; sulla dinamica potrebbe intervenire anche il Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come Mr Prezzi.


Alimentari già più costosi

La Cia Lazio ha calcolato che nell’arco di cinque anni la spesa per il cibo è cresciuta del 30%. Dal 2021 l’olio venduto nei supermercati è aumentato del 50%, mentre nell’ultimo anno il compenso riconosciuto agli olivicoltori è diminuito del 42%.

Anche la carne registra aumenti a due cifre per chi acquista, nonostante l’indice riferito agli allevamenti sia sceso dell’8,7%. Per il latte, la riduzione indicata è invece del 13,8%. Agli agricoltori e ai pescatori sono stati destinati 70 milioni di euro, ma eventuali ulteriori esborsi per la logistica potrebbero rendere ancora più difficile l’equilibrio della filiera.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Gli aiuti promessi ai camionisti

La protesta degli autotrasportatori ha iniziato a rientrare dopo l’intervento del Consiglio dei ministri, che ha aggiunto 105 milioni di euro alle risorse già previste. Il totale degli aiuti per il comparto supera così il miliardo di euro.

Matteo Salvini aveva indicato 480 milioni da distribuire nell’immediato e altri 590 milioni destinati al rinnovo dei veicoli. Il dialogo con le organizzazioni del settore riprenderà a metà della prossima settimana al ministero. Il decreto prevede inoltre più tempo per i contratti di leasing e consente di trasferire al committente una parte dell’incremento del gasolio anche quando non esiste un accordo scritto.


I tassisti preparano la protesta

Mentre la mobilitazione dei camionisti perde intensità, il caro carburanti alimenta il malcontento dei tassisti. A Roma, all’inizio della prossima settimana, Uri, itTaxi e Unicoop hanno convocato una manifestazione dalle 10 alle 13 in piazzale di Porta Pia, davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’iniziativa era stata pensata in via XX Settembre, davanti al ministero dell’Economia, ma il luogo è stato cambiato d’intesa con la Questura per gestire l’arrivo dei partecipanti da diverse regioni. Alla protesta prenderanno parte anche operatori del noleggio con conducente, una presenza considerata insolita.

A Firenze, intanto, 27 sigle tra cui Uiltrasporti, Usb Taxi e Federtaxi Cisal discuteranno le prossime iniziative. L’ipotesi di uno sciopero resta aperta e Carlo Di Alessandro, esponente di Federtaxi Cisal, l’ha definita «quanto mai probabile».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere