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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Fiamme sulle Alpi: fermato un sospetto nel rifugio di Hitler

Una persona è stata fermata dopo l’incendio che ha devastato la Kehlsteinhaus, il rifugio noto come “Nido dell’Aquila” sulle Alpi Bavaresi.

Una persona è stata fermata dopo l’incendio che ha devastato la Kehlsteinhaus, il rifugio noto come “Nido dell’Aquila” sulle Alpi Bavaresi. Le fiamme hanno interessato l’edificio legato alla dirigenza nazionalsocialista, ma al momento non risultano feriti: secondo le prime informazioni, all’interno non c’era nessuno.

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Il rogo e il fermo della polizia

L’allarme è scattato nella serata di ieri sul monte Obersalzberg, nel territorio di Berchtesgaden. I primi soccorritori sono arrivati alle 21:52 e si sono trovati davanti a un incendio di vaste proporzioni, con la struttura già interamente avvolta dalle fiamme.

La polizia dell’Alta Baviera Meridionale ha comunicato il fermo di una persona sospetta. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’identità dell’individuo né sulle possibili responsabilità; le verifiche dovranno chiarire l’origine dell’incendio e la dinamica dell’accaduto.


Il rifugio simbolo del nazismo

Situata a 1.834 metri di altitudine, la Kehlsteinhaus fu completata nel 1938 all’interno dell’area residenziale e amministrativa riservata ai vertici del nazionalsocialismo. Il complesso, allora isolato e non aperto al pubblico, era destinato soprattutto agli alti ufficiali del regime. Hitler vi si recò soltanto in poche occasioni.

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L’edificio viene spesso associato al cinquantesimo compleanno del dittatore, celebrato nel 1939, ma secondo le informazioni storiche diffuse dalla stessa struttura non fu costruito come dono per quella ricorrenza. Un ascensore rivestito d’oro, scavato nella montagna, consentiva di superare gli ultimi 125 metri del percorso.


Dalla guerra alla visita dei turisti

Dal 1952 la Kehlsteinhaus è utilizzata come rifugio di montagna. Oggi l’accesso avviene lungo la Kehlsteinstraße, percorsa esclusivamente dagli autobus, mentre una mostra sulla cosiddetta terrazza soleggiata ripercorre la storia del luogo.

Il nome “Nido dell’Aquila” si è affermato soprattutto grazie ai film di guerra statunitensi. A differenza di altre residenze dei dirigenti nazisti sull’Obersalzberg, la struttura non venne colpita dagli attacchi alleati durante la Seconda guerra mondiale.

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