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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Milano perde slancio: banche sotto pressione e spread in area 128

Il Ftse Mib scivola a 50.217 punti mentre il petrolio arretra e i mercati attendono il dato sull’occupazione statunitense

Il recupero iniziale di Piazza Affari si è esaurito a metà giornata: il Ftse Mib si porta a -0,03%, a quota 50.217 punti. A condizionare il listino sono soprattutto le vendite sui titoli bancari, mentre lo spread tra Btp e Bund torna vicino ai 128 punti base, sui livelli più elevati dall’aprile 2025.


Banche e petrolio frenano Milano

Unicredit cede il 2,25%, Bper arretra dell’1,9% e Banco Bpm lascia sul terreno l’1,3%. Tra i titoli più deboli figurano anche Fincantieri, in calo dell’1,78%, e Saipem, che perde l’1,3% in una seduta segnata dalla contrazione delle quotazioni energetiche.

In controtendenza si muovono Stellantis, in rialzo del 4,55%, e Technoprobe, che guadagna il 4,35%. Nel corso della mattinata erano avanzate anche Prysmian, salita del 4%, mentre i principali listini europei hanno mantenuto un’impostazione positiva: Parigi cresce dello 0,8%, Francoforte dello 0,86%, Londra dello 0,52% e Madrid dello 0,53%.


Greggio in forte calo

Il Brent scende a 99,2 dollari al barile, con una flessione del 3%, mentre il Wti perde il 4% e si porta a 89 dollari. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, alcuni Paesi europei starebbero valutando l’utilizzo delle riserve strategiche per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti.

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Il ribasso coinvolge anche il gas, che lascia sul terreno il 3% e viene scambiato a 71,7 euro per megawattora. La debolezza dell’energia pesa sui comparti legati al settore, mentre gli acquisti si concentrano soprattutto su tecnologia e industria nel resto d’Europa.


Rendimenti in discesa, ma spread teso

Dopo la fiammata iniziale fino a 126 punti base, il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi si era ridotto verso quota 120, per poi riavvicinarsi ai 128 punti. Il rendimento del Btp decennale è al 4,64%, quello dell’Oat francese resta sotto il 4,9% e il Bund tedesco si attesta al 3,44%.

Gli operatori guardano intanto al rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti. Il dato potrebbe influenzare le attese sulle prossime decisioni della Fed in materia di tassi d’interesse. Sul mercato valutario, infine, l’euro avanza sul dollaro e passa di mano a 1,1258.

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