Milano-Meda bloccata per un video: 351 Bratan lascia l’Italia
Dopo il blocco della superstrada durante le riprese, il trapper è stato allontanato e riportato in Moldavia per motivi legati alla pericolosità sociale.
La vicenda del videoclip girato sulla Milano-Meda si è conclusa con l’espulsione dall’Italia di 351 Bratan. Il trapper, identificato dagli investigatori tra i motociclisti che avevano fermato il traffico, è stato rimpatriato in Moldavia dopo la revoca del permesso di soggiorno.
Il provvedimento dopo le indagini
La decisione è stata comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi attraverso un post pubblicato su X. Secondo quanto riferito dal Viminale, il provvedimento è maturato sulla base della valutazione di pericolosità sociale associata al comportamento contestato.
Gli accertamenti hanno incluso l’esame di diversi account e contenuti diffusi online. Grazie a questo lavoro, gli investigatori avrebbero ricondotto a Bratan la guida del gruppo di motociclisti coinvolto nel blocco della circolazione.
Il set improvvisato nel traffico
L’episodio risale al 18 settembre e si è verificato in zona Affori, lungo la Milano-Meda, durante l’orario di punta. Un gruppo di centauri si era arrestato sulla carreggiata, causando una lunga coda e impedendo per alcuni minuti il regolare passaggio delle automobili.
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Nei filmati poi circolati sui social, 351 Bratan appare insieme al rapper Omar Ramo mentre prende parte alle riprese, con le vetture ferme sullo sfondo. La diffusione delle immagini ha provocato la reazione degli automobilisti rimasti intrappolati e ha alimentato anche un confronto politico sull’accaduto.
Dopo la revoca del titolo di soggiorno, il trapper è stato imbarcato sul primo volo disponibile diretto nel suo Paese d’origine. Il rimpatrio in Moldavia ha così chiuso il procedimento avviato in seguito al blocco della strada.
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