Milano, l’ordine come riflesso: la svolta della destra
La risposta alle bande di minorenni riporta al centro la strategia securitaria della destra e il ruolo di Mattarella nel contenerne gli esiti più rigidi.
La discussione sulla sicurezza torna a concentrarsi su Milano, dopo il saccheggio attribuito a gruppi di minorenni. La reazione delle istituzioni, orientata verso un impiego più marcato dello strumento militare, appare coerente con una visione politica che individua nell’ordine la risposta principale alle emergenze.
GioiaPura
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L’ordine come risposta automatica
Per la destra al governo, una stretta di questo tipo non rappresenta una sorpresa. Fin dall’arrivo a Palazzo Chigi, infatti, la linea politica è stata accompagnata da una successione di pacchetti dedicati alla sicurezza, spesso varati dopo episodi di cronaca capaci di suscitare forte allarme pubblico.
Il caso milanese si inserisce così in un orientamento più ampio. Di fronte a fatti considerati particolarmente gravi, la reazione prevalente consiste nell’inasprimento degli strumenti di controllo e nella ricerca di una risposta visibile sul piano dell’ordine pubblico.
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Il ruolo di Mattarella
A frenare gli esiti più radicali di questa impostazione sarebbe intervenuta, anche in questa circostanza, l’azione di persuasione istituzionale esercitata da Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica avrebbe svolto una funzione analoga anche in precedenti occasioni.
La vicenda mostra quindi il confronto tra due spinte: da una parte la scelta di affidarsi a misure più dure e militarizzate, dall’altra l’intervento del Quirinale per limitarne la portata. È in questo equilibrio che si colloca la risposta alle bande di minorenni coinvolte nei saccheggi di Milano.
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