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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Milano, l’allarme all’alba: studentessa Erasmus denuncia uno stupro

La 21enne tedesca avrebbe raccontato l’aggressione a due turisti dopo una notte nei locali della zona di via Padova.

Era quasi l’alba quando una studentessa tedesca di 21 anni, arrivata a Milano per il programma Erasmus, ha chiesto aiuto in strada. Sconvolta e in difficoltà nel parlare, avrebbe riferito in inglese a due turisti italiani di essere stata violentata da due uomini. L’episodio, ancora al vaglio degli investigatori, sarebbe avvenuto poco prima delle 5 in via Giacosa, nei pressi del parco Trotter.

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La richiesta d’aiuto dopo l’aggressione

I due turisti avevano appena contribuito a interrompere una lite tra uomini quando la giovane si è avvicinata a loro. Secondo quanto riferito, non riusciva a fornire molti dettagli e appariva profondamente scossa. Sono stati proprio i due passanti a contattare il 112 per chiedere l’intervento dei soccorsi.

Sul posto sono arrivati un’ambulanza e una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri. La ragazza è stata accompagnata inizialmente al pronto soccorso del Policlinico e, successivamente, trasferita al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli. Qui è rimasta per gran parte della giornata, sottoposta agli accertamenti sanitari e ai colloqui con gli operatori del sostegno psicologico.

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Gli investigatori cercano immagini

La giovane avrebbe trascorso la serata in alcuni locali della zona della movida, prima di dirigersi verso lo studentato nel quale alloggiava. Stando al racconto raccolto dai due turisti, sarebbe stata sola quando due sconosciuti l’avrebbero avvicinata; la studentessa avrebbe inoltre avuto la percezione di essere stata seguita e poi aggredita alle spalle.

I militari stanno verificando la presenza di telecamere lungo il possibile percorso compiuto dalla ragazza e nell’area indicata. Al momento attendono di poter ascoltare direttamente la 21enne, che dovrà formalizzare la denuncia per consentire l’avvio degli ulteriori accertamenti. Le informazioni sull’identità dei presunti aggressori restano quindi ancora da verificare.

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