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Attualità 3 min di lettura11 ott

Milano, il nodo del prossimo sindaco: primarie o intesa tra i partiti

La successione a Giuseppe Sala si prepara tra candidature civiche, ambizioni interne al centrosinistra e il tentativo del centrodestra di trovare un nome condiviso.

La sfida per Palazzo Marino è già entrata nel vivo, anche se alle elezioni della prossima primavera manca ancora tempo. Il vero confronto, prima ancora dei nomi, riguarda il modo con cui scegliere il candidato: il centrosinistra valuta le primarie, mentre il centrodestra prova a evitare una corsa separata tra i partiti della coalizione.

Sul tavolo ci sono personalità con profili molto diversi, dai rappresentanti delle istituzioni milanesi alle figure civiche, passando per esponenti nazionali e nomi radicati nel territorio. La partita resta aperta e ogni alleanza deve ancora trovare una sintesi.


Nel centrosinistra pesa il metodo

Mario Calabresi è uno dei profili civici più considerati. Il giornalista, già direttore de La Repubblica e La Stampa, sarebbe apprezzato nei sondaggi e guardato con interesse dall’area riformista. Ha lasciato intendere di non escludere un possibile impegno per Milano, ma la sua candidatura divide il Partito Democratico.

A contendersi spazio sono anche figure già impegnate nell’amministrazione e nel partito. La vicesindaca Anna Scavuzzo ha manifestato la disponibilità a misurarsi in eventuali primarie, mentre Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia, continua a essere considerato tra i nomi principali.


I nomi che guardano a Palazzo Marino

Nel dibattito interno alla maggioranza milanese compaiono inoltre Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, e Tommaso Sacchi, responsabile della Cultura. Accanto a loro circolano candidature più giovani, come quelle di Tommaso Goisis e Lorenzo Pacini.

Tra le ipotesi viene indicata anche Carlotta Cossutta, docente e rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra, oltre che nipote di Armando Cossutta, storico dirigente del Partito comunista italiano. La pluralità dei profili rende più complessa la scelta e alimenta il confronto sul ricorso alle primarie.


Schlein e Sala frenano sulle primarie

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il sindaco uscente Giuseppe Sala hanno mantenuto un atteggiamento prudente. Il timore è che una competizione tra candidati dello stesso schieramento possa accentuare le divisioni invece di rafforzare il fronte progressista.

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La decisione dovrà quindi tenere insieme la richiesta di partecipazione avanzata da una parte del partito e l’esigenza di presentarsi agli elettori con una candidatura condivisa. Per ora, nessuna delle due strade può essere considerata definitiva.


Nel centrodestra la scelta resta aperta

Forza Italia ha indicato Matteo Perego, sottosegretario alla Difesa, come proprio candidato. La proposta può contare sul sostegno di personalità moderate con una lunga esperienza politica a Milano, tra cui Gabriele Albertini e Letizia Moratti.

La Lega punta invece su Silvia Sardone, eurodeputata sostenuta dal segretario Matteo Salvini. Il suo nome rappresenta l’opzione più identitaria del partito e mira a ribadire il peso leghista in Lombardia.


FdI prova a evitare la rottura

Nel confronto tra gli alleati resta inoltre Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, considerato un possibile punto di equilibrio. La sua candidatura potrebbe inserirsi in una trattativa più ampia tra le diverse componenti del centrodestra.

Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa guidato a Milano dal presidente del Senato Ignazio La Russa, mantiene per ora un ruolo di regia. L’obiettivo è scongiurare candidature contrapposte e rinviare le prove di forza, così da costruire un’intesa capace di parlare anche all’elettorato moderato e civico della città.

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