95notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura40 min fa

Milano, il fermo che riaccende l’allarme: le accuse a Siher

La Procura di Milano chiede la convalida del fermo per il gestore di una rete social accusato di aver preparato nuove violenze nelle piazze.

La Procura di Milano chiederà oggi la convalida del fermo di Youssef Siher, 30 anni, detenuto a San Vittore. Gli vengono contestate l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica, l’associazione con scopi terroristici o eversivi e la violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche.

L’indagine ruota attorno alla pagina social e al gruppo Telegram chiamati “Movimento 17 ottobre”, creati dopo gli scontri che avevano interessato Milano. Gli investigatori stanno esaminando telefoni e computer sequestrati per ricostruire contatti, messaggi e possibili modalità di coordinamento della rete.

Offerta del giorno26 ottobre

Douglas

-20% su tanti prodotti da Douglas

Scade tra 2 giorni
*********


La Procura: rischio di una nuova sommossa

Secondo il provvedimento, Siher avrebbe sfruttato le proteste del 17 e 18 ottobre per raccogliere migliaia di persone in una chat e indirizzarle verso nuove iniziative il 24 ottobre 2026. Nel gruppo, stando all’accusa, sarebbero comparsi richiami alla rivoluzione, istruzioni sulla guerriglia urbana e convocazioni in diverse città italiane.

I magistrati definiscono il 30enne “un istigatore efficace” e sostengono che il suo fermo abbia impedito una sommossa. I messaggi con l’indicazione delle piazze, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati bloccati prima di poter raggiungere i destinatari e trasformarsi in azioni coordinate.

L’accusa non riguarda direttamente le devastazioni e i saccheggi commessi nei giorni precedenti. A Siher viene invece attribuito il ruolo di collegamento tra ambienti antagonisti e gruppi di giovanissimi, oltre alla diffusione di materiale su come affrontare gli scontri, proteggersi e allontanarsi rapidamente dalle forze dell’ordine.


Paura, chiusure e rete sotto esame

Per la Procura, l’attività online avrebbe prodotto un effetto concreto sulla sicurezza percepita dai cittadini. La presenza rafforzata di polizia ed esercito e la decisione di numerosi commercianti di abbassare le saracinesche o installare protezioni vengono indicate come segnali del clima di allarme generato dalle minacce di nuove violenze.

Nel provvedimento viene inoltre evidenziato il presunto pericolo di fuga. Gli inquirenti ritengono che le capacità di movimento e la rete di conoscenze dell’indagato possano aiutarlo a rendersi irreperibile. Le perquisizioni hanno interessato anche l’abitazione dei genitori a Mazzano, nel Bresciano, dove sarebbero stati trovati ulteriori elementi informatici da analizzare.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Siher, italiano di seconda generazione e di origine marocchina, studia i movimenti politici islamici. È laureato in Comunicazione, ha conseguito un master in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano e lavora come giornalista indipendente. La pagina “Movimento 17 ottobre” supera i 48mila seguaci, mentre il gruppo Telegram si avvicina ai 9.500 iscritti.

Anche la moglie, Sagia Hammoud, 32 anni, mediatrice interculturale residente a Como e di origini libanesi, risulta indagata per gli stessi reati. Gli investigatori attribuiscono alla coppia la gestione degli spazi digitali, ma gli accertamenti dovranno chiarire responsabilità e ruoli individuali.


Verifiche sui legami con Genova

La Procura di Genova sta svolgendo controlli su eventuali rapporti tra Siher e il gruppo finito al centro dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia ligure sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni benefiche. L’indagine aveva portato a numerosi arresti nel dicembre 2025.

Il nome del 30enne, tuttavia, non compare nell’inchiesta recentemente chiusa dalla Procura genovese. Le verifiche sono quindi ancora in corso e, allo stato attuale, non indicano un suo coinvolgimento formale in quel procedimento.

Intanto, mentre Siher resta in carcere, i suoi profili digitali sono stati presi di mira da numerosi attacchi online. A Milano, però, una manifestazione distinta dalle violenze si è svolta pacificamente: circa 15mila persone hanno marciato da Cairoli a piazza Leonardo Da Vinci.

Nei gruppi che sostengono la protesta contro precarietà e carovita si contesta l’idea che il movimento dipendesse da una sola figura. Il confronto resta aperto anche in vista dello sciopero generale del 30 ottobre 2026.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere