Milano, gli assalti partono dai social: quasi 8 su 10 sono minorenni
Le verifiche dopo i disordini nel centro indicano convocazioni su TikTok, gruppi mascherati e danni stimati in mezzo milione di euro.
La pista dei messaggi online è al centro delle verifiche sui saccheggi avvenuti a Milano. Su TikTok e su altre piattaforme sarebbero comparsi appelli e comunicazioni utili a radunare persone e indirizzarle verso i negozi del centro, mentre il bilancio degli interventi restituisce una presenza molto alta di minorenni.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
L’età dei fermati cambia il quadro
Nella giornata di ieri 220 persone sono state fermate e portate in Questura. Quasi l’80% di loro non aveva ancora compiuto 18 anni, un dato che sta orientando l’attenzione degli apparati di sicurezza sulla composizione dei gruppi protagonisti degli episodi più violenti.
Le associazioni degli imprenditori calcolano inoltre perdite complessive pari a mezzo milione di euro. I disordini, iniziati tra sabato e la giornata successiva, hanno coinvolto soprattutto ragazzi vestiti di scuro e spesso con il volto coperto.
Convocazioni improvvise su TikTok
Secondo le prime ricostruzioni, diversi gruppi si sarebbero riuniti senza una regia evidente, rispondendo a convocazioni diffuse rapidamente sui social. I contenuti individuati dagli investigatori comprenderebbero messaggi e pubblicazioni finalizzati a organizzare gli assalti agli esercizi commerciali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Gli apparati descrivono la protesta come un fenomeno composito e ancora difficile da interpretare. Al suo interno sarebbe emersa una componente violenta formata in prevalenza da italiani di seconda generazione appartenenti alla Generazione Z, ma per ora non risultano elementi che colleghino i disordini ai gruppi antagonisti della sinistra radicale.
Il vertice dovrà chiarire la regia
La ricostruzione resta quindi provvisoria e dovrà essere verificata attraverso l’analisi delle informazioni raccolte dalle forze di sicurezza. Il tema sarà esaminato durante il vertice convocato a Palazzo Chigi, dove saranno valutate anche le relazioni degli apparati informativi.
L’obiettivo degli accertamenti è stabilire come siano nate le convocazioni, quanto siano state coordinate e quale ruolo abbiano avuto i messaggi diffusi online. Solo dopo questo passaggio il governo potrà definire eventuali interventi sul fronte della sicurezza.
Continua a leggere
Milano, Cacciari sfida la linea dura: «La rabbia non nasce dal nulla»
Il filosofo condanna devastazioni e aggressioni, ma avverte che la risposta securitaria non può cancellare le cause sociali della protesta.
Milano, 32 famiglie davanti al rischio di perdere casa
Per gli abitanti di Viale Molise 51 il problema non è un trasloco imminente, ma l’incertezza su ciò che accadrà quando scadranno i contratti.
Milano, i ragazzi dopo gli scontri: «Adesso torneremo»
Hanno tra 12 e 18 anni e arrivano da periferie e hinterland: raccontano precarietà, discriminazioni e il bisogno di essere ascoltati oltre le vetrine infrante.
Milano, 500 militari in più: il decreto che cambia i poteri in piazza
Dopo gli scontri nel capoluogo lombardo, l’esecutivo valuta nuove norme su arresti, prevenzione e impiego dei militari a sostegno delle forze dell’ordine.