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Attualità 2 min di lettura19 ott

Milano, gli assalti partono dai social: quasi 8 su 10 sono minorenni

Le verifiche dopo i disordini nel centro indicano convocazioni su TikTok, gruppi mascherati e danni stimati in mezzo milione di euro.

La pista dei messaggi online è al centro delle verifiche sui saccheggi avvenuti a Milano. Su TikTok e su altre piattaforme sarebbero comparsi appelli e comunicazioni utili a radunare persone e indirizzarle verso i negozi del centro, mentre il bilancio degli interventi restituisce una presenza molto alta di minorenni.

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L’età dei fermati cambia il quadro

Nella giornata di ieri 220 persone sono state fermate e portate in Questura. Quasi l’80% di loro non aveva ancora compiuto 18 anni, un dato che sta orientando l’attenzione degli apparati di sicurezza sulla composizione dei gruppi protagonisti degli episodi più violenti.

Le associazioni degli imprenditori calcolano inoltre perdite complessive pari a mezzo milione di euro. I disordini, iniziati tra sabato e la giornata successiva, hanno coinvolto soprattutto ragazzi vestiti di scuro e spesso con il volto coperto.


Convocazioni improvvise su TikTok

Secondo le prime ricostruzioni, diversi gruppi si sarebbero riuniti senza una regia evidente, rispondendo a convocazioni diffuse rapidamente sui social. I contenuti individuati dagli investigatori comprenderebbero messaggi e pubblicazioni finalizzati a organizzare gli assalti agli esercizi commerciali.

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Gli apparati descrivono la protesta come un fenomeno composito e ancora difficile da interpretare. Al suo interno sarebbe emersa una componente violenta formata in prevalenza da italiani di seconda generazione appartenenti alla Generazione Z, ma per ora non risultano elementi che colleghino i disordini ai gruppi antagonisti della sinistra radicale.


Il vertice dovrà chiarire la regia

La ricostruzione resta quindi provvisoria e dovrà essere verificata attraverso l’analisi delle informazioni raccolte dalle forze di sicurezza. Il tema sarà esaminato durante il vertice convocato a Palazzo Chigi, dove saranno valutate anche le relazioni degli apparati informativi.

L’obiettivo degli accertamenti è stabilire come siano nate le convocazioni, quanto siano state coordinate e quale ruolo abbiano avuto i messaggi diffusi online. Solo dopo questo passaggio il governo potrà definire eventuali interventi sul fronte della sicurezza.

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